Archivi del mese: febbraio 2013

seminario acqua

Centro Internazionale Civiltà dell’Acqua e Fondazione Benetton Studi Ricerche hanno il piacere di invitarvi al seminario e tavola rotonda “Pianificazione delle acque e scenari di trasformazione territoriale alla luce dei principi dell’Ecologia del Paesaggio: il caso della Piave” che si terrà venerdì 15 marzo, dalle ore 9.30 alle ore 17.30 presso la Fondazione Benetton, via Cornarotta 7, Treviso.

L’obiettivo è affrontare in modo interdisciplinare gli scenari di pianificazione delle acque e i processi di trasformazione territoriale, alla luce della necessità di una nuova programmazione a lungo termine, anche in relazione alla questione dell’attività di escavazione in alveo. L’evento si propone di affrontare alcuni aspetti di particolare rilevanza, partendo dall’analisi della complessità dei paesaggi fluviali e valutando l’impatto di varie attività antropiche e le azioni da mettere in atto per una corretta azione di governo e tutela dei paesaggi fluviali.

Programma ore 9.45-13, seminario sull’Ecologia del Paesaggio

Leonardo Filesi (Università Iuav di Venezia);

Giuseppe Gisotti Società Italiana di Geologia Ambientale, sigea);

Vittorio Ingegnoli (Università di Milano); Leonardo Marotta (Università Iuav di Venezia);

Antonio Rusconi (Università Iuav di Venezia – Centro Internazionale Civiltà dell’Acqua).

Introduce e coordina: Virginio Bettini (Università Iuav di Venezia).

Ore 14.30-18.30, tavola rotonda Living with Water: uno scenario al 2100 per l’alta pianura della Piave

Introducono: Tullia Lombardo,  Marco Ranzato (Latitude). Intervengono:

Simone Busoni (Provincia di Treviso – Servizio Ecologia e Ambiente);

Agostino Cappelli (Università Iuav di Venezia);

Danilo Cuman (Consorzio di Bonifica Brenta);

Pier Francesco Ghetti (Università Ca’ Foscari di Venezia – Centro Internazionale Civiltà dell’Acqua);

Pippo Gianoni (Dionea, Svizzera – Centro Internazionale Civiltà dell’Acqua );

Alvise Luchetta (Genio Civile);

Carlo Magnani (Università Iuav di Venezia);

Andrea Mori (B&M Ingegneria – Centro Internazionale Civiltà dell’Acqua);

Marco Puiatti (Regione Veneto);

Giuseppe Romano (Consorzio di Bonifica Piave);

Marco Stevanin (Studio Terra – Centro Internazionale Civiltà dell’Acqua);

Marco Tamaro (Direttore Fondazione Benetton Studi Ricerche – Centro Internazionale Civiltà dell’Acqua);

Giorgio Talon (Comune di Eraclea);

Amedeo Zanardo (Consorzio Regimazione Idraulica Fiumi, crif).

Modera: Eriberto Eulisse (Direttore Centro Internazionale Civiltà dell’Acqua).

In occasione del seminario sarà allestita, negli spazi Bomben della Fondazione Benetton (via Cornarotta, 7) la mostra Veneto 2100: Living with Water, esito della ricerca sul Veneto condotta da Latitude, Platform for Urban Research and Design, con il contributo di diverse Università europee.

La partecipazione al seminario e alla tavola rotonda è libera, fino ad esaurimento posti, ma per motivi organizzativi si prega ugualmente di comunicare la propria presenza all’indirizzo e-mail comunicazione@civiltacqua.org oppure telefonicamente al numero 041.5906897.

Informiamo inoltre che martedì 19 marzo 2013 alle ore 21 è in programma la proiezione del film documentario Il risveglio del fiume segreto (2012) di Alessandro Scillitani che racconta il viaggio attraverso il Po, compiuto dal giornalista e scrittore Paolo Rumiz, insieme all’esploratrice Valentina Scaglia, e in compagnia di canoisti, barcaioli, scrittori, pescatori. Il documentario sarà presentato da Paolo Rumiz, insieme ad Andrea Goltara (direttore del Centro Italiano per la Riqualificazione Fluviale) e a Marco Tamaro. La partecipazione alla proiezione del documentario è libera e gratuita.

Per informazioni: Fondazione Benetton, tel. 0422.5121, fbsr@fbsr.itwww.fbsr.it; Centro Internazionale Civiltà dell’Acqua, tel. 041.5906897, www.civiltacqua.org.

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Una legge per gli alberi – 26 febbraio 2013 – da www.marcoboschini.it.

Pubblicata in G.U. 01.02.2013, la legge arriva a colmare un vuoto legislativo a livello nazionale che metteva a rischio la stessa sopravvivenza dei “grandi patriarchi verdi”. La mancanza di una legge nazionale, infatti, aveva creato un’area di autonomia legiferativa da parte delle regioni e l’esistenza di leggi e regolamenti diversi, che di fatto rischiavano di indebolire tutto l’apparato di tutela. L’art. 7 della nuova legge riporta le “disposizioni per la tutela e la salvaguardia degli alberi monumentali, dei filari e delle alberate di particolare pregio paesaggistico, naturalistico, monumentale, storico e culturale”. A tal fine si definiscono i criteri per identificare un albero monumentale, rendendoli univoci ed omogenei su tutto il territorio nazionale. Si definisce, quindi, albero monumentale:

a) l’albero ad alto fusto isolato o facente parte di formazioni boschive naturali o artificiali ovunque ubicate ovvero l’albero secolare tipico, che possono essere considerati come rari esempi di maestosità e longevità, per età o dimensioni, o di particolare pregio naturalistico, per rarità botanica e peculiarità della specie, ovvero che recano un preciso riferimento ad eventi o memorie rilevanti dal punto di vista storico, culturale, documentario o delle tradizioni locali; 

b) i filari e le alberate di particolare pregio paesaggistico, monumentale, storico e culturale, ivi compresi quelli inseriti nei centri urbani; 

c) gli alberi ad alto fusto inseriti in particolari complessi architettonici di importanza storica e culturale, quali ad esempio ville, monasteri, chiese, orti botanici e residenze storiche private.

Entro sei mesi dall’entrata in vigore, i comuni devono identificare principi e criteri per il censimento degli alberi monumentali nel proprio territorio e fornire questa informazione alla rispettiva Regione, la quale, a sua volta, entro i successivi sei mesi (quindi più o meno entro febbraio del prossimo anno), redige l’elenco regionale e lo trasmette al Corpo Forestale dello Stato (CFS). E’ il CFS che ha il compito di gestire l’elenco nazionale, che deve essere reso pubblico e disponibile a tutti sui siti internet delle competenti istituzioni. Per le Regioni afflitte da “persistente inerzia” il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali attiva i poteri sostitutivi. Questa legge costituisce, quindi, un’importante novità. Per la prima volta in Italia, la tutela degli alberi monumentali e’ legge dello Stato e gode di un quadro normativo omogeneo per tutte le regioni. Agli alberi monumentali e’ riconosciuto non solo un valore ambientale ma anche culturale: essi diventano simbolo di importanti eventi storici, culturali, tradizioni o semplicemente identificano l’identità di un luogo e della gente che vi vive. Se tutto va bene, tra un anno dovremo avere un database degli alberi monumentali italiani, ai quali potra’ essere applicata una tutela specifica. La conoscenza dell’attuale presenza sul territorio di alberi monumentali, infatti, e’ prerequisito importante per l’attivazione delle misure di tutela e conservazione previste dalla nuova legge, quali la limitazione di attività nell’intorno che possano essere di danno, la identificazione di misure di gestione ordinaria e straordinaria ed il sanzionamento con una multa da 5000 a 100.000 euro in caso di abbattimento o danneggiamento, che costituisce comunque reato.

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