api e pesticidi

La Tribuna di Treviso – Andrea De Polo – 04 settembre 2013.

SUSEGANA – Ecatombe di api dopo il trattamento con i pesticidi. Un apicoltore di Susegana, Severino Saccon, ha presentato denuncia ai carabinieri: «In 60 anni, mai vista una cosa del genere». Danni per migliaia di euro alla produzione di miele. Il 90% delle sue api è rimasto soffocato dopo aver prelevato il nettare dai fiori di un prato vicino a un vigneto appena trattato: «Sono morte le bottinatrici, le api che raccolgono i pollini. Le ho trovate con la lingua fuori, soffocate: le api addette alla pulizia le avevano portate fuori dagli alveari». Sarà l’Istituto Zooprofilattico di Padova a stabilire le cause della morìa. I carabinieri di Susegana indagano sul nesso con i trattamenti sul vigneto. Ma secondo l’apicoltore ci sono pochi dubbi: «La sera prima il vigneto era coperto da una nuvola di vapori chimici». I fatti risalgono a Ferragosto. Saccon è proprietario di 47 arnie di api, che alleva in due siti diversi: uno dietro casa, a Susegana (dove non si è registrata una simile ecatombe), uno in mezzo ai vigneti, a Ponte della Priula. Domenica 18 agosto Saccon scopre che davanti alle arnie di Ponte della Priula si sono accatastate migliaia di api morte: arrivate all’alveare già avvelenate, sono morte all’interno, e portate sul “balcone” dell’arnia dalle api addette alla pulizia. L’apicoltore a questo punto parla con un vicino, che gli conferma di aver assistito, la sera di venerdì 16 agosto, a un trattamento particolarmente “pesante” sui vigneti adiacenti, che distano circa 200 metri dal prato in cui le api si rifornivano di pollini e nettare. In particolare, si sarebbe trattato di uno degli ultimi trattamenti della stagione, contro la cicalina della vite. E la deriva dei fitofarmaci avrebbe spinto i prodotti chimici, velenosi per gli insetti, un po’ più in là, fino a contaminare i fiori su cui si posavano le api. «Ho subito raccolto alcune api, aspetto che da Padova mi dicano da cosa sono state avvelenate», spiega Saccon. «Solo tra qualche mese potrò vedere quante arnie saranno del tutto inutilizzabili, e potrò quantificare il danno. Faccio questo mestiere tra tanti sacrifici e passione, è un brutto colpo». Non è la prima volta che, durante la stagione dei trattamenti, si verificano simili morie: «Ma al massimo perdevo il 10% delle api. Stavolta l’ecatombe riguarda oltre 10 mila insetti».

 

IL GAZZETTINO DI TREVISO DEL 6 SETTEMBRE 2013 – Pesticidi uccidono le api: risarcito con 15 mila euro.

Indennizzato con 15 mila euro per la morte delle sue api dopo che era stato eseguito un trattamento con fitofarmaci sul vigneto a pochi metri dalle sue 45 arnie. Mentre una nuova moria di api si è verificata a Susegana, un apicoltore di Revine Lago, Ernesto Moz, a due anni dal fatto, e dopo aver avviato un’azione legale, si è visto indennizzare il danno subito dalla compagnia assicurativa della ditta agricola proprietaria del vigneto. Era il giugno 2011 quando il 30% delle sue api morì, dopo che era stato eseguito il trattamento contro la cicalina sui vigneti nei pressi del campo sportivo di Revine. Qui l’apicolture aveva 45 delle sue 150 arnie. Violando la legge regionale, l’azienda agricola aveva trattato le piante senza prima procedere allo sfalcio dell’erba. Sui fiori contaminati si erano quindi appoggiate le api che, una volta ritornate nell’alveare, erano morte. Una prima moria il 20 giugno: le api non avevano più fatto ritorno nelle arnie. Una seconda il 28 giugno: Moz aveva trovato il 30% delle sue api morte fuori dagli alveari. L’apicoltore aveva denunciato il fatto al servizio veterinario dell’Usl 7, quindi le api erano state prelevate e inviate per opportune analisi all’Istituto Zooprofilattico di Padova. «Le analisi effettuate – spiega l’avvocato Gianni Lorenzetto, legale di Moz – hanno confermato la presenza di pesticidi clorurati nelle api, oltre ad accertare che la società agricola aveva usato un pesticida, l’Actara 25, il cui componente è la Thiamethoxam, nocivo per le api». L’avvocato Lorenzetto ha così avviato una pratica legale contro la società agricola evidenziando per il suo assistito, produttore biologico, danni per 15 mila euro. L’azienda, citata in giudizio da Moz, ha a suo volta citato la sua compagnia assicurativa che, con un atto di transazione, cioè un accordo extragiudiziale, ha risarcito con 15 mila euro l’apicoltore revinese. Sulla questione moria delle api, dopo i recenti fatti, interviene con preoccupazione il WWF AltaMarca: «A maggio la Commissione Europea ha deciso di imporre agli Stati membri di revocare o modificare entro il prossimo 30 settembre le autorizzazioni esistenti di tre insetticidi considerati dannosi per le api, tra questi il Thiamethoxam. Da notare però che l’Italia è stata tra gli otto Paesi che hanno votato contro questa proposta».

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