Archivi del giorno: marzo 7, 2016

riassunto vicenda pista motocross del Montello

Segnalazione di molteplici irregolarità finalizzate a rimettere in esercizio una pista di motocross abusiva in località SS. Angeli di Giavera del Montello (AREA SIC IT3240004 – Montello)
BREVE SINTESI:
Il comune di Giavera ha partecipato ad un bando dell’IPA con un progetto di Valorizzazione ambientale di area pubblica – parco attrezzato finalizzato al turismo familiare e naturalistico. In realtà voleva edificare le strutture per rimettere in funzione una pista di motocross obsoleta. Era quindi un progetto fittizio, uno stratagemma per recuperare i fondi occorrenti e aggirare le severe norme urbanistiche e ambientali.
A lavori ultimati, nonostante avesse firmato una convenzione con la Regione Veneto che prevedeva un vincolo decennale di destinazione all’uso turistico dell’area, ha stipulato (cambiata l’Amministrazione) un contratto con il Motoclub Montello di durata 15 anni, concedendogli in uso esclusivo i 5/6 dell’area.
All’intimazione di restituire i fondi concessi dalla Regione, il Comune ha acconsentito.
Lo scopo di rimettere in funzione la pista era stato raggiunto: la pista ha cominciato a funzionare dallo scorso settembre e ha già presentato il programma per il 2016.
CONCLUSIONI:
una pista di motocross abusiva rimessa in funzione trasgredendo norme vigenti – inquinamento acustico – inquinamento atmosferico – perdita di uno stagno mappato nel Piano d’Area del Montello, ospitante specie di interesse comunitario, mai più ripristinato nonostante nostra diffida – taglio indiscriminato di alberi, sbancamenti (in regola? Non sappiamo, per il Sindaco di Giavera le Associazioni non hanno diritto di accesso agli atti!)
Tutto questo sarà pagato con 200.000 euro più interessi da parte dei cittadini di Giavera.

MAGGIOR DETTAGLIO
1. Distrazione di fondi regionali acquisiti per la costruzione di un Parco attrezzato
2. Violazione delle norme comunali e sovracomunali
3. Uso privato di area vincolata ad uso pubblico
4. Revoca dei fondi assegnati dalla Regione
Punto 1. Distrazione di fondi regionali acquisiti per la costruzione di un Parco attrezzato
Il Comune di Giavera tesse la sua tela:
• Nel giugno 2010 delibera la costruzione di un impianto di irrigazione e umidificazione della pista di motocross con terebrazione di un pozzo. La terebrazione di un pozzo per scopi irrigui non è consentita dalla legge nell’ambito del comune di Giavera, pertanto si dichiara che il pozzo ha scopi igienici e antincendio.
 L’impianto irriguo risponde all’Art. 9 della Normativa Omologazione Impianti Sportivi (FMI) – Sezione Sesta Fuoristrada. Viene utilizzato un contributo regionale di circa 20 000 euro.
• Nel settembre 2010 partecipa ad un bando regionale tramite l’IPA Montello-Piave-Sile, e ottiene un contributo di 263 000,00 Euro su 310.000,00 per realizzare un progetto di “Valorizzazione Ambientale Area Pubblica del Montello – Parco attrezzato SS. Angeli”, destinato al turismo naturalistico e familiare. Il progetto è ubicato in zona Santi Angeli, una frazione del comune di Giavera, sull’orlo di una dolina; viene omesso il fatto che la dolina contiene la pista di motocross.

Nel progetto si prevedono: un anello ciclo pedonale, percorso vita, area pic-nic, parcheggio auto e camper, un bar (il tutto con strutture in legno removibili di bassissimo impatto), il recupero di un laghetto, un pozzo (costo preventivato 20 000 euro, si chiedono soldi una seconda volta per lo stesso lavoro).
L’area parcheggio appare sproporzionata rispetto al contesto descritto: in verità è il paddock per la Pista di motocross.
 Essa risponde all’Art. 4 della Normativa Omologazione Impianti Sportivi (FMI) – Sezione Sesta Fuoristrada.
• Nel 2011 viene approvato il progetto definitivo del “Parco attrezzato” nel quale spariscono tutte le opere caratterizzanti il parco previste dal progetto preliminare, vincitore del bando, e fa la sua comparsa la pista crossistica: essa non solo ora è disegnata in planimetria come percorso esistente, ma anche con un diverso percorso futuro. Vengono inoltre introdotti due altri nuovi elementi:
a) La pista ciclabile che originariamente correva ad anello lungo l’orlo della dolina, si interrompe in più punti ed entra nella dolina, passando sotto la pista di motocross tramite un tunnel di cemento lungo 11 m con rampa in cemento di 15 m. (A cosa serve un tunnel in una pista ciclabile?!)
 La frammentazione della pista e l’introduzione del tunnel soddisfano l’art 2.10 della Normativa Omologazione Impianti Sportivi (FMI) – Sezione Sesta Fuoristrada in quanto permettono un collegamento tra paddock e zona segnalatori non intersecante la pista.
a) Il progetto della pensilina metallica rivestita in legno viene sostituito da una struttura con due corpi in cemento armato e ferro a tetto piano, separati tra loro e sovrastati da una gabbia di ferro che si allunga ben oltre le loro dimensioni, con una lunghezza complessiva di 50 metri. L’impatto visivo lungo la strada dorsale del Montello (SP 144) è considerevole. Secondo il progetto, la gabbia di ferro, rivestita di vite americana, avrebbe una funzione ombreggiante, in consonanza con la naturalità dell’ambiente, ma è difficile sostenere la tesi estetico-ambientale per il cemento. E’ più plausibile pensare che gli spazi vuoti sotto la “gabbia” siano stati predisposti per costruire altri servizi in funzione della pista, al momento assolti da fatiscenti strutture preesistenti.
 Andrebbero a soddisfare l’Art 4 della Normativa Omologazione Impianti Sportivi (FMI) – Sezione Sesta Fuoristrada, recitante “L’area dovrà essere dotata dei seguenti locali, anche se di tipo mobile, che potranno essere separati o accorpati in un unico edificio”. Sono stati realizzati i punti 1. locale pluriuso di almeno 10 mq (segreteria, amministrazione, ecc,) e 3. locale servizi igienici.

Restano da realizzare i punti 2. locale di almeno 6 mq per deposito e rimessaggio materiale di pista e 4. locale ad uso infermeria, con bagno e antibagno autonomo o, in alternativa, area idonea”.
Nel marzo 2014 la struttura viene inaugurata con questo bilancio:
• del progetto preliminare non è stato realizzato nulla,
• l’ambiente naturale preesistente alla realizzazione del progetto, ad onta dello scopo stesso del progetto finanziato e denominato “Valorizzazione ambientale di area pubblica” è stato impoverito di uno stagno censito nel Piano d’Area del Montello e di numerose piante,
• del progetto definitivo è stato edificato un edificio in c.a. e una parte della pista ciclabile, solo lo spezzone funzionale alla pista e con sedime in detriti di cantiere al posto del sarone,
• a fianco di uno dei corpi in cemento armato è stato costruito un cancello non previsto in alcun progetto, ma che rende il locale attiguo un’efficiente biglietteria per un eventuale ingresso a pagamento.

Punto 2. Violazione delle norme comunali e sovracomunali
Il circuito crossistico, approntato negli anni ’70 da un gruppo di appassionati, si è consolidato nel tempo arrivando ad ospitare gare di rilievo e, oltre ai due fabbricati accatastati, sono sorte altre strutture con carattere di provvisorietà. Ma non risulta che la pista sia mai stata autorizzata da un atto amministrativo comunale.
Il Piano d’Area del Montello approvato dal Consiglio Regionale con Del n.36 del 31.07.2003 riconosce l’area di cui si parla come “zona territoriale omogenea F” ed “ambito per lo sport e tempo libero – motocross” e getta le basi per una sua regolarizzazione.
• Il comune di Giavera con DCC n.17 del 30.03.2007 approva la Variante di Adeguamento al Piano d’Area, e all’art. 31.5 della Normativa specifica per il Montello così disciplina l’area:

“5 Ambiti per lo sport e il tempo libero in ambito collinare.
… 2. Motocross
Nell’ambito per lo sport e tempo libero individuato per il motocross, gli interventi rivolti all’ampliamento dell’attuale pista, alla nuova edificazione di fabbricati di servizio o alla ristrutturazione organizzativa degli spazi adibiti ad ingresso, parcheggio, biglietteria, gradonate, infrastrutture tecniche quali torri di controllo, piattaforme ecc. sono subordinati all’approvazione di uno strumento urbanistico attuativo con previsione di dettaglio, contenuti di ricomposizione paesaggistica, mitigazione ambientale ed assoggettati a valutazione d’incidenza ambientale.
In sede di redazione di Piano urbanistico attuativo dovranno essere valutati:
a) tutti gli idonei interventi finalizzati alla riduzione dell’inquinamento acustico attraverso criteri e metodi compatibili con l’ambiente naturale;
b) dovrà essere tutelata la lama e la vegetazione idrofila localizzate sulla tavole P1.2 e P2.2
c) l’impatto visivo degli interventi rispetto ai coni di visuale dall’ambito di particolare interesse storico-paesistico della Valle dei morti;
d) le aree a parcheggio con dimensionamento pari al 10% della superficie territoriale da ricavarsi anche in zona alberata a condizione di salvaguardarne le essenze arboree esistenti;
e) eventuali spazi di ristoro e picnic anche esterni all’ambito;
f) eventuali ampliamenti di ambito fino ad un massimo di mq 2.000;
g) la convenzione tra il Consorzio del Bosco Montello, l’Amministrazione del Comune di Giavera ed i soggetti proprietari/gestori interessati;
h) recinzioni e misure atte a garantire la permeabilità faunistica anche mediante la costruzione di appositi corridoi.
• il Dlgs 152 del 2006 prescrive, sia per le nuove piste di motocross sia per le modifiche alle esistenti, la Valutazione di Impatto Ambientale (vedere a questo proposito l’iter procedurale della “Riqualificazione ambientale impianto motocross di Paese-TV).

Le prescrizioni sopra citate vengono ignorate e trasgredite. Che cosa fa infatti il Comune? Escogita un piano artificiosamente frammentato: a) il pozzo per l’irrigazione della pista e b) un progetto preliminare di Parco attrezzato fittizio, per accedere a contributi dai quali un progetto palese sarebbe stato escluso (DGR n.1779 del 6 luglio 2010 Programmazione decentrata – Tipologie escluse – Sono escluse le infrastrutturazioni relative ad impianti sportivi).
Nel progetto definitivo, che stravolge completamente il preliminare, compare la pista di motocross, sia come tracciato esistente che come nuovo tracciato. Perciò il progetto definitivo non solo ne contempla subdolamente le strutture di supporto (punto 1. del presente testo) ma ne prevede un ancor più subdolo futuro percorso, tracciato in planimetria e sottaciuto nella relazione.
Si raggiunge così lo scopo di rimettere in funzione la pista omettendo la Valutazione di Impatto Ambientale. Nessuna considerazione per la salute umana e dell’ambiente. Un circuito di motocross per emissioni di rumori, odori, gas, polveri, consumo di pneumatici, sversamento di liquidi, è equiparabile ad una struttura produttiva più che ad un impianto sportivo. Il non valutare la distanza delle abitazioni, le modalità di gestione dei reflui, l’effettivo dimensionamento delle giornate di utilizzo, la viabilità di accesso, le vie di fuga, il sottostimare il numero dei partecipanti alle manifestazioni, può causare danni irreversibili.
Essendo il Montello area SIC, vengono richiesti gli Studi e le relative Valutazioni di Incidenza.
Invece è andata così: per la costruzione del pozzo non è stato presentato alcuno Studio di Incidenza.
Vengono presentati uno Studio d’Incidenza per il Parco Attrezzato nel giugno 2012 e uno per la Pista di motocross in settembre 2013. Ciò è paradossale, in quanto essi concernono due fasi dello stesso progetto (la preliminare e la definitiva).
Gli Studi di incidenza presentati, di cui il comune non ha mai portato a termine l’istruttoria con le corrispondenti Valutazioni di incidenza, non riscontrano alcun impatto sulle specie e gli habitat contemplati nella normativa Natura 2000. Pertanto non si ritiene necessaria alcuna misura di mitigazione, in contrasto con quanto, sulla base di una pura precauzione di buon senso, prescrivono le norme urbanistiche sopra citate. E’ evidente che le affermazioni conclusive dello Studio di Incidenza per la pista di motocross sono totalmente arbitrarie:
– Emissioni sonore – “come da rilievo fonometrico eseguito, l’intensità massima riscontrata a margine della pista risulta in linea con le emissioni usualmente prodotte dai mezzi agricoli” (pag. 46);
– Emissioni gassose – “Il livello di emissione non è superiore a quello delle contigue strade, soggetto a traffico ripetuto, e a quanto emesso a seguito delle operazioni agricole in ambito contermine alla pista (pag 47).

Contraddetta la prima dai rilievi e dalle sanzioni dell’ARPAV eseguiti il 20 settembre 2015 e la seconda dai residenti, domenica 25 ottobre: l’aerosol nauseabondo, emanato per ore dalla pista in funzione, ammorbava l’aria rendendola irrespirabile.
• Nel Piano di Zonizzazione Acustica del Comune di Giavera approvato il 04 marzo 2002, l’area motocross è classificata di massima tutela: “l’area a nord di via Schiavonesca Nuova è stata riconosciuta come bene paesaggistico ed ambientale vincolato con specifico Decreto ai sensi della Legge 24.06.39 n°1497, e, pertanto, è stata inserita in classe I ” (pg. 25). Pertanto il Piano di Zonizzazione Acustica è stato violato e l’esistenza della pista è incompatibile.
• Il DPR 304/2001 “Regolamento recante disciplina delle emissioni sonore prodotte nello svolgimento delle attivita’ motoristiche” si applica fatti salvi i valori previsti dalla zonizzazione acustica del Comune, che è strumento normativo prevalente e ad ogni modo qualora venisse fatto ricorso alla deroga al piano di zonizzazione acustica definito nel DPR, questa è concessa solo nel rispetto dell’Art. 5, ovvero previa installazione di impianto di monitoraggio del rumore, di cui la pista non è mai stata provvista. Regolamento vìolato.
• l’art. 5 “Manifestazioni sportive a carattere temporaneo” del Regolamento di Polizia rurale approvato il 3 maggio 2012 prevede che: Le manifestazioni debbono svolgersi in modo da non costituire disturbo per i cittadini residenti lungo il percorso o nei pressi delle manifestazioni e l’impatto acustico non deve essere tale da costituire motivo di disturbo per la fauna presente nel territorio. Regolamento violato.
• Con i primi lavori effettuati nell’area per lo scavo del pozzo irriguo, lo stagno definito enfaticamente “laghetto” e di cui era stato preventivato il ripristino quando si chiedevano i fondi per il parco attrezzato, è scomparso e non è stato più ripristinato.

Risulta pertanto violato l’art. 10 della Variante parziale di adeguamento P.R.G. al Piano d’area del Montello, approvata con delibera del Consiglio Comunale n. 17 del 30 marzo 2007, il quale prevede che tutte le iniziative amministrative devono provvedere a ripristino, conservazione e gestione di fontane, stagni, sorgenti, lame, ed a preservare l’integrità dell’ambito in cui si trovano.
Inoltre secondo l’art. 733-bis del Codice Penale, che recepisce la Direttiva Habitat (92/43/CEE) e la Direttiva 2008/99/CE sulla tutela penale dell’ambiente la distruzione o il deterioramento di habitat di un sito protetto costituisce reato. (Per questo era già stata presentata una diffida al Comune di Giavera con richiesta di ripristino nel dicembre 2013).
Punto 3. Uso privato di area vincolata ad uso pubblico
Nel marzo 2015 i mappali su cui insiste il parco attrezzato vengono unificati in un unico mappale, il n.776, e gli edifici presenti passano dalla classe catastale E/9 alla classe D/6, ovvero a “fabbricati e locali per esercizi sportivi (con fine di lucro)”.
Atto questo da cui risulta evidente il proposito di utilizzare le strutture del Parco come strutture di servizio alla pista di motocross, privata e con ingresso a pagamento.
In questo modo l’edificio in ingresso al parco può divenire biglietteria della pista di motocross in luogo del punto informativo turistico. Ciò spiega anche la presenza del cancello scorrevole, come unico passaggio all’interno dell’area recintata, mai previsto nei progetti
Nel luglio 2015 il Comune di Giavera stipula una nuova convenzione con il Motoclub Montello, della durata di 15 anni.
La concessione dell’area non viene sottoposta a regolare assegnazione mediante bando pubblico, ma viene affidata con assegnazione diretta. Al Motoclub viene assegnata quasi tutta l’area beneficata dal contributo regionale, che lo stesso Motoclub ha provveduto a recintare interamente nell’agosto 2015
La nuova convenzione fra Comune di Giavera e Motoclub Montello, vìola la precedente convenzione siglata il 5 settembre 2013 fra Comune di Giavera e Regione Veneto che prevede un uso pubblico e turistico per 10 anni dell’area denominata “Parco Attrezzato Santi Angeli”, conglobante anche i mappali della (ex)pista di motocross, pena la restituzione del contributo erogato. Si riportano di seguito gli articoli violati.
Articolo 9 – Riduzione e revoca del contributo
La Direzione Regionale Turismo procede alla revoca del contributo nel caso di :
… “Violazione dell’obbligo del mantenimento della destinazione turistica per 10 anni dall’ultimazione dell’opera. In tal caso il Beneficiario si impegna a provvedere al finanziamento dell’intero corso dell’opera con risorse proprie, e alla restituzione del contributo già percepito secondo le modalità che saranno comunicate dalla Direzione Regionale Turismo”.
Articolo 12 – Vincolo di destinazione d’uso:
“Il beneficiario si impegna a mantenere la destinazione d’uso e la fruibilità turistica con apertura al pubblico degli interventi realizzati, oggetto del presente disciplinare, per un periodo di 10 anni dalla data di conclusione dell’iniziativa, ai sensi dell’articolo 100 della legge regionale n. 33/2002.”
Nella convenzione col Motoclub il Comune dispone la suddivisione in due parti dell’area in questione, destinando al “Parco” un ritaglio di terreno costituito da un boschetto risicato, da un grande piazzale vuoto e da un edificio non completato di cemento armato e ferro, impattante e inutile ai fini del Parco.
Nell’Agosto 2015 il Motoclub Montello esegue tutti i lavori necessari per ripristinare l’ex pista di motocross: sbancamenti di terreno con le ruspe, eliminazione di roveti e arbusteti, riattivazione di un pozzo per l’irrigazione della pista, rifacimento delle recinzioni. E’ stata presentata tutta la documentazione necessaria? Non lo sappiamo; le associazioni non hanno diritto all’accesso agli atti nel comune di Giavera per dichiarazione del sindaco.
Nei giorni 19-20 settembre 2015 viene riaperta la pista. Ufficialmente doveva aprire soltanto per allenamenti con un massimo di 120 partecipanti, ma si è dichiarato un afflusso di ca. 3000 spettatori, come in una vera e propria manifestazione e tutto ciò senza richieste e successive concessioni dei relativi permessi.
Dai rilevamenti effettuati dall’Arpav durante le prove del 20 settembre è accertato il superamento dei limiti massimi di rumore, “sia dei limiti determinati dal Comune con la classificazione acustica (Classe 1, aree particolarmente protette), sia dei limiti specifici per le attività motoristiche (DPR 304/2001 Regolamento recante disciplina delle emissioni sonore prodotte nello svolgimento delle attività motoristiche, a norma dell’articolo 11 della legge 26 novembre 1995, n. 447)”.
L’Arpav sanziona il Motoclub Montello con una multa di 798 euro.
In data 25 ottobre 2015 vi è un’ulteriore apertura con le stesse modalità. Rilevatori acustici privati segnano livelli sonori analoghi alla volta precedente e, per di più, l’area viene avvolta da un areosol nauseabondo.
4. Revoca dei fondi assegnati dalla Regione
In seguito a sopralluogo del tecnici della Regione Veneto del 5 ottobre, il 12 novembre la Regione avvia il procedimento di revoca del contributo concesso tramite l’IPA Montello-Piave-Sile al Comune di Giavera “stante il mancato raggiungimento delle finalità di valorizzazione turistica e ambientale dell’area”…..”Pertanto codesto Comune dovrà restituire alla Regione, oltre all’importo complessivamente erogato pari ad euro 200.647,13…., i relativi interessi legali maturati…”. Procedimento concluso con revoca definitiva il 4 febbraio 2016.
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310000 euro di fondi regionali e comunali sono stati utilizzati in modo irregolare per privatizzare un’area pubblica e con esiti del tutto opposti ai propositi del progetto: invece che per la valorizzazione ambientale i finanziamenti sono stati spesi per la realizzazione di strutture che creano degrado ambientale e paesaggistico in un Sito di Importanza Comunitaria.
Ora il progetto del parco è naufragato ma quell’area (che era una delle pochissime aree pubbliche del Montello) è diventata privata ed è occupata da una pista di Motocross abusiva. Chiediamo il rispetto della legalità e ci auguriamo che la magistratura concluda in fretta l’indagine anche riguardo all’illegittimità della pista, tuttora attiva.
Dal 2000, anno dell’inserimento nella Rete Natura 2000, il Montello ha visto accelerare le aggressioni al suo patrimoni naturale: scassi per vigneti industriali, perdita di zone umide, accumulo di pesticidi, turismo spesso vandalico, eventi sportivi di massa, oltre alle conseguenze dei cambiamenti climatici.
La riapertura della pista segnerebbe, a nostro parere, un punto di non ritorno per le condizioni ambientali del Sito Natura 2000, già compromesse dall’omessa approvazione di un Piano di Gestione e da una serie di problematiche non gestite.
Giavera del Montello, 05.03.2016
Associazione S.O.S. Anfibi – sosanfibi@gmail.com – tel. 3496641147
Organizzazione Aggregata WWF Terre del Piave TV-BL – wwf.villorba@gmail.com – tel. 349.3232286
Gruppo Bosco Montello – boscomontello@gmail.com – Ida Frassetto tel. 3486275355

nuovo comunicato stampa stop glifosato

34 Associazioni italiane: bravi i ministri Martina e Lorenzin per il loro parere negativo al rinnovo autorizzazione UE uso del glifosato

Oggi Twitter storm per chiedere ai Ministri Martina, Galletti, Lorenzin, un “Piano nazionale glifosato zero” subito efficace e vincolante per la cancellazione nei PSR 2014 – 2020 dei finanziamenti pubblici per tutte le pratiche agricole che utilizzano il glifosato

simboli

Roma, 7 marzo 2016 – Le 34 Associazioni della coalizione #StopGlifosato esprimono la loro soddisfazione e plauso ai Ministri Maurizio Martina (Mipaaf) e Beatrice Lorenzin (Salute) per l’annuncio della posizione contraria dell’Italia al rinnovo dell’autorizzazione all’uso del Glifosato da parte della Commissione Europea.

“Abbiamo accolto con soddisfazione l’annuncio della posizione contraria dell’Italia al rinnovo dell’autorizzazione all’uso del glifosato in Europa, che finalmente è arrivata. Il Governo italiano con la posizione netta e chiara dei Ministri Martina e Lorenzin dimostra la giusta attenzione per la salute dei consumatori e per la tutela dell’Ambiente” dichiara Maria Grazia Mammuccini portavoce della coalizione italiana delle 32 Associazioni unite per lo Stop al glifosato.

Oggi e domani si riunisce il Comitato permanente europeo per i prodotti fitosanitari nell’ambito dell’istruttoria della UE che deve decidere sul rinnovo dell’autorizzazione all’uso del glifosato entro giugno 2016. L’Italia dopo le dichiarazioni dei nostri due Ministri si presenterà alla riunione con una posizione contraria al rinnovo, insieme al Governo francese e al Parlamento dell’Olanda che avevano annunciato analoga posizione contraria la settimana scorsa.

L’agenzia di stampa che dava notizia del parere negativo dell’Italia in vista della riunione di lunedì e martedì a Bruxelles ha anticipato anche la volontà del Ministro Martina di definire “a prescindere dagli esiti del confronto europeo dei prossimi giorni” una via di uscita italiana dal glifosato entro il 2020 con il “Piano nazionale glifosato zero”
“Implementazione della rete di monitoraggio dei residui di glifosato su tutto il territorio nazionale, introduzione di limitazioni al suo impiego nell’ambito dei disciplinari che permettono l’adesione volontaria al sistema di qualità nazionale produzione integrata e definitiva eliminazione del glifosato dai disciplinari di produzione integrata entro l’anno 2020”, sarebbero questi i tre punti essenziali del
“Piano nazionale glifosato zero” in corso di elaborazione da parte dei funzionari del Mipaaf. Una prospettiva che però non convince le 32 Associazioni della coalizione #StopGlifosato determinate a chiedere al Governo un impegno vincolante per le Regioni ad escludere subito da ogni premio nei bandi PSR 2014 – 2020 (Programmi Sviluppo Rurale regionali) le pratiche agricole che utilizzano il glifosato, come ad esempio per le produzioni con lotta integrata volontaria o nell’agricoltura conservativa con semine su sodo.

“Il nostro obiettivo è che l’autorizzazione a livello europeo non venga concessa ma di fronte ad un eventuale rinnovo sarebbe assurdo concedere finanziamenti pubblici dello sviluppo rurale a quelle aziende che continuano ad utilizzare una sostanza considerata potenzialmente cancerogena per l’uomo e nociva per l’ambiente – commenta Maria Grazia Mammuccini – un contro senso ancora più evidente dopo le dichiarazioni dei nostri Ministri dell’Agricoltura e della Salute”

Per chiedere a livello europeo una verifica della valutazione dell’EFSA sulla pericolosità del glifosato e per un “Piano nazionale glifosato zero” con uno #StopGlifosato subito efficace e vincolante, le 32 Associazioni lanceranno questa mattina dalle ore 10.00 alle 11.00 un Twitter Storm rivolto ai tre Ministri competenti per l’attuazione del PAN Pesticidi (Piano di Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei fitofarmaci).

“Ci auguriamo – dice la portavoce del Tavolo delle Associazioni Maria Grazia Mammuccini – che dopo le incoraggianti dichiarazioni dei nostri Ministri contro il rinnovo dell’autorizzazione europea all’uso del glifosato, le azioni del ns. Governo e delle Regioni siano coerenti. I cittadini italiani hanno il diritto di sapere per quanti anni dovranno ancora convivere con questo pericoloso pesticida, di cui l’Italia è attualmente uno dei maggiori utilizzatori, e se il suo utilizzo sarà premiato o meno con i fondi pubblici della PAC”.

Del Tavolo fanno parte: Aiab, Associazione per l’Agricoltura Biodinamica, FAI, Federbio, Firab, Italia Nostra, ISDE – Medici per l’ambiente, Legambiente, Lipu, Navdanya International, PAN Italia, Slowfood, Terra Nuova, Touring Club Italiano, Associazione Pro Natura, UpBio, WWF.
Aderiscono alla Campagna Stop Glifosato : AnaBio, Asso-Consum, l’Associazione Culturale Pediatri (ACP), Donne in campo-CIA Lombardia, Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua, Greenpeace, Ibfanitalia, MdC, NUPA, REES Marche, il Test, UNA.API, VAS, WWOOF Italia, Zero OGM, Green Italia, Cospe Onlus.
La Portavoce del Tavolo delle associazioni: Maria Grazia Mammuccini, 3357594514
Gli uffici stampa:
Ufficio stampa AIAB: Michela Mazzali,- m.mazzali@aiab.it – Cell. 348 2652565
Ufficio stampa FederBio: Silvia Pessini – silvia.pessini@ariescomunicazione.it – Cell. 348 3391007
Ufficio Stampa Lipu : Andrea Mazza andrea.mazza@lipu.it Cell. 3403642091 Ufficio Stampa WWF : Cristina Maceroni, c.maceroni@wwf.it – Cell. 329.8315725 Ufficio Stampa Ufficio stampa Legambiente: Milena Dominici – m.dominici@legambiente.it – Cell. 349.0597187 , Luisa Calderaro – l.calderaro@legambiente.it – 06.86268353
Ufficio stampa Associazione Biodinamica: Silverback, Greening the Communication – Francesca Biffi f.biffi@silverback.it – cell: 333 2164430