Archivi del mese: Maggio 2016

Comunicato stampa – ISOLA DI BUDELLI TORNA “SARDA.

PER WWF BUONA NOTIZIA, ORA SI RIPRISTINI COME MERITA. Roma, 17 maggio 2016

Il commento della Presidente del WWF Italia, Donatella Bianchi: “Accogliamo con favore la decisione del giudice del Tribunale delle esecuzioni immobiliari di Tempio Pausania  che ha assegnato definitivamente l’Isola di Budelli all’Ente Parco dell’Arcipelago della Maddalena e quindi allo Stato. Finalmente si conclude una tormentata vicenda amministrativa e giudiziaria sulle sorti della proprietà dell’isola. Ora è tempo di governare al meglio questo bene e con esso l’intero arcipelago. Il WWF insieme ai ragazzi della Scuola Media di Mosso sono già impegnati nell’elaborazione del progetto dell’”isola dei ragazzi” che coniuga la rigorosa conservazione dell’area con una fruizione controllata e sostenibile”.

petizione contro vigneti

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Genuino Clandestino – mercatino di maggio a Treviso

GC lug.

COMUNICATO STAMPA FAI, LEGAMBIENTE, SLOW FOOD, TOURING CLUB ITALIANO E WWF

CONSUMO SUOLO: DOPO 4 ANNI DI DISCUSSIONE ALLA CAMERA UN PRIMO PASSO AVANTI

“ORA CI ASPETTIAMO CHE IL SENATO RENDA IL TESTO PIU’ INCISIVO ELIMINANDO LE TROPPE DEROGHE” 

Roma, 12 maggio 2016

Il contenimento del consumo del suolo è una priorità nazionale che necessita di norme chiare e strumenti efficaci e il testo approvato oggi alla Camera in prima lettura deve essere modificato al Senato in modo da consolidare quello che deve costituire un passo in avanti per chiudere definitivamente nel nostro Paese l’epoca dei piani urbanistici sovradimensionati, degli abusi edilizi e dei successivi condoni (sono stati 3 negli ultimi 40 anni, 1985, 1995  e 2003)e della sub-urbanizzazione che fa scempio del territorio.” Per questo FAI, Legambiente, Slow Food e Touring Club italiano e WWF chiedono al  Senato di non perdere altro tempo e aprire subito il confronto su un testo che contiene anche norme innovative, ma ancora molti punti contradditori e pericolosi. Le associazioni chiedono a Governo e Parlamento un’assunzione di responsabilità nel portare a termine l’iter parlamentare della legge, migliorandone le parti più contraddittorie, macchinose e incoerenti. L’ISPRA (l’istituto, dipendente funzionalmente dal Ministeri dell’Ambiente a cui il legislatore nel ddl, affida giustamente il monitoraggio della situazione), il quale attesta nel suo Rapporto 2015 come in termini assoluti il consumo di suolo in Italia abbia già intaccato ormai circa 21.000 chilometri quadrati del nostro territorio, con un valore di suolo consumato pro-capite che passa dai 167 metri quadrati del 1950 per ogni italiano, a quasi 350 metri quadrati nel 2013. Tra gli aspetti positivi e innovativi del disegno di legge approvato oggi le associazioni ricordano: il divieto di utilizzo degli oneri di urbanizzazione per la spesa corrente e di mutamento di destinazione d’uso per le superfici agricole che hanno beneficiato di aiuti dall’unione europea; l’introduzione di un censimento degli edifici e delle aree dismesse, non utilizzate o abbandonate, come precondizione per approvare qualsiasi nuovo consumo di suolo;  la definizione di obiettivi di contenimento del suolo e di rigenerazione urbana, fino ad oggi ancora non presenti nel nostro ordinamento. Un ddl che, ricordano le associazioni, ha come finalità principale quella di contenere il consumo di suolo quale bene comune e risorsa non rinnovabile che esplica funzioni e produce servizi eco sistemici, in funzione della prevenzione e mitigazione degli eventi di dissesto idrogeologico e delle strategie di mitigazione e di adattamento ai cambiamenti climatici (art. 1, c. 1 del ddl). Tra gli aspetti critici, secondo le associazioni, il disegno di legge approvato oggi garantisce troppi spazi a deroghe che rischiano di rendere meno incisiva la tutela della risorsa del suolo: si considerino ad esempio i commi aggiuntivi introdotti all’articolo 1 in cui vengono descritte le finalità della legge (comma 3) o tutte le eccezioni ormai datate (vista la riforma del Codice Appalti) riservate alle opere strategiche; restano ancora critiche le definizioni di “consumo di suolo”, “superficie agricola naturale e seminaturale” e di “area urbanizzata”, mentre ancora poco chiari sono i principi e i criteri su cui improntare la delega sulla “rigenerazione delle aree urbanizzate degradate” (art. 5 del ddl) e la norma sui “compendi agricoli neorurali” (art. 6 del ddl); infine, molto preoccupante è la norma transitoria di applicazione della legge, in cui addirittura vengono fatti salvi i piani urbanistici attuativi per i quali i soggetti interessati abbiano anche solo presentato istanza prima dell’entrata in vigore della legge (art. 11 del ddl). Dotare il Paese di una norma innovativa ed efficace sul consumo di suolo è indispensabile – ribadiscono le associazioni –  che si ripromettono, dopo l’approvazione alla Camera, di incalzare i senatori perché questo accada.

 

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festa cicogna

22.5

COMUNICATO STAMPA – CONSUMO SUOLO: DA FAI, LEGAMBIENTE, SLOW FOOD E WWF APPELLO A RELATORI E GOVERNO IN VISTA VOTO DOMANI.

“DITE NO A EMENDAMENTO CHE FAVORISCE CORSA A CONSUMO SUOLO” – Roma, 9 maggio 2016.

“Dite di no a quell’emendamento, si rischia la corsa al consumo di suolo”. FAI, Legambiente, Slow Food e WWF hanno inviato una lettera questa mattina in cui lanciano un appello ai Relatori Chiara Braga (Commissione Ambiente) e  Massimo Fiorio(Commissione Agricoltura) del disegno di legge in discussione in prima lettura in Aula alla Camera dei Deputati sul consumo del suolo” (ddl n. 2039-902-948-1176-1909-A) e alla sottosegretaria all’Ambiente Sandra Velo, che per il Governo sta seguendo l’approvazione del testo, perché ritirino l’assenso dato all’emendamento 11.9 al testo del ddl in questione esprimendo invece il loro orientamento negativo alla modifica richiesta su cui l’Aula di Montecitorio è previsto che voti domani. Le associazioni chiedono ai relatori e al governo un chiaro segnale di ripensamento entro martedì 10 maggio, quando  si avrà la discussione e il voto nell’Aula di Montecitorio dell’articolo 11 del disegno di legge, che smentisca il via libero dato all’emendamento 11.9 (presentato dagli onorevoli Massa e altri) con cui si intende – modificando il testo approvato dalle Commissioni unificate Ambiente e Agricoltura dell’articolo 11, comma 1 del ddl – far salvi i piani urbanistici attuativi per i quali i soggetti interessati abbiano presentato istanza per approvazione prima dell’entrata in vigore della presente legge. Le associazioni ricordano che, nel tempo, la disposizione contenuta all’art. 11, c. 1 del ddl sul consumo del suolo (ex art. 9 nel testo originario presentato dal Governo alla Camera) faceva salvi nel periodo transitorio solo i procedimenti in corso relativi ai titoli abilitativi presentati da privati prima dell’entrata in vigore della legge; quindi sono intervenute modifiche successive in Commissione che volevano estendere la sanatoria ai piani attuativi approvati e, poi, a quelli anche solo adottati (testo arrivato in Aula), mentre; ora, si vuole appunto fare addirittura salvi i piani attuativi per i quali sia stata presentata anche una semplice istanza. Le Associazioni fanno notare, come l’apertura nel periodo transitorio anche alle sole istanze presentate sui piani attuativi sia totalmente ingiustificato posto che: a) il ddl consumo del suolo contiene già molti, troppi strumenti di trasformazione del territorio (quali ad esempio la delega sulla “rigenerazione della aree urbanizzate degradate” e la norma sui “compendi agricoli neorurali”); che rischiamo anche di favorire ulteriore consumo di suolo; b) il percorso per approvare il decreto governativo per contenere il consumo di suolo è articolato (un anno e mezzo) e inclusivo (visto ampio coinvolgimento degli enti territoriali), c) il ddl ha come finalità principale, appunto, l’effettivo contenimento del consumo del suolo. Per questi motivi nella loro lettera inviata stamane, le associazioni chiedono ai Relatori e al Governo di esprimere il proprio orientamento negativo sull’emendamento 11.9 al testo in discussione in Aula a Montecitorio.

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nuovo regolamento polizia rurale – Quartier del Piave

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corso guide naturalistiche

corso 1 (per maggio)

corso 2 (per maggio)

COMUNICATO STAMPA – AMBIENTE: RISERVA STATALE ‘LITORALE ROMANO’ COMPIE 20 ANNI MA BILANCIO E’ MOLTO DELUDENTE

OCCORRE SBLOCCARE AL PIU’ PRESTO UNA SITUAZIONE DI IMMOBILISMO INACCETTABILE

La Riserva Naturale Statale “Litorale Romano” compie oggi 20 anni; fu istituita infatti con decreto del Ministero dell’Ambiente pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 2 maggio 1996, al fine di conservare le caratteristiche ecologiche, di tutelare il patrimonio storico, archeologico e paesaggistico, di salvaguardare il patrimonio agricolo dei territori tra Roma e il mare risparmiate dalla urbanizzazione pianificata e abusiva. “Chiunque frequenti il litorale romano percepisce come ad oggi soltanto nelle tre Oasi del  WWF (Macchiagrande, Foce Arrone e Vasche di Maccarese), nella Tenuta Presidenziale di Castelporziano  e nelle  due Oasi della LIPU (Castel di Guido e Idroscalo) si sia concretizzata una effettiva gestione ambientale; sul resto dell’amplissimo territorio tra Roma e il mare non viene esercitata alcuna tutela attiva, cioè di reali interventi di conservazione e valorizzazione, nonostante sia ancora pressato da trasformazioni urbanistiche e infrastrutturali – sottolinea il direttore generale del WWF Gaetano Benedetto -. Ed anche le misure di prevenzione non sempre reggono rispetto a queste pressioni: la Riserva del Litorale nel suo complesso dunque rimane ancora un obiettivo raggiunto più sulla carta che non nella realtà”. La cronaca di questi venti anni è impietosa con il Litorale Romano. La spiaggia di Capocotta è stata ripetutamente oggetto di abusi edilizi – con effetti devastanti sui delicati habitat delle dune – abusi non colti e non contrastati dalla amministrazione comunale di Roma. Solo di recente si è finalmente concretizzato il sequestro dei i chioschi ampliati oltre i limiti di legge. Occorre aggiungere che sono molte le dune lungo il litorale romano – ad esempio quelle di Palidoro o di Coccia di Morto – che avrebbero esigenza di una tutela più accorta. Non è stata inoltre finora affrontata in maniera risoluta la grave vicenda del Camping Capitol, che ha ricevuto dal Comune di Roma una autorizzazione (nel 2005) inerente esclusivamente la riqualificazione degli edifici esistenti, ma che nel tempo ha visto l’abbattimento di moltissimi pini di alto fusto, la moltiplicazione delle cubature (quasi triplicate con stratagemmi formali) nonché  un parere positivo della Regione Lazio in una procedura di VIA  (nel 2011), parere che inspiegabilmente ha omesso di acquisire e considerare il parere vincolante della Commissione di Riserva, dovuto per legge. Oggi, nonostante sopralluoghi, denunce e procedimenti giudiziari, continuano indisturbati i lavori che potrebbero portare – in contrasto con la disciplina di salvaguardia della Riserva – alla realizzazione di un camping per 5000 ospiti con centinaia di bungalow, un enorme piazzale di parcheggio con una grande struttura commerciale, insomma una autentica colata di cemento in una delle aree formalmente più tutelate della Riserva Statale. Sono segnali pericolosi che debbono essere contrastati con decisione; il WWF ritiene infatti che la buona gestione della Riserva Naturale Statale “Litorale Romano” sia una condizione imprescindibile per migliorare la sostenibilità dell’insediamento romano. Il WWF auspica pertanto che il ventennale della istituzione della Riserva rappresenti l’occasione per una decisa assunzione di responsabilità da parte delle amministrazioni pubbliche coinvolte, per un cambio di rotta che dovrà manifestarsi nell’immediato attraverso: a) l’approvazione del Piano di Gestione della Riserva, che fisserà le regole certe e le prospettive per il suo governo; b) il chiarimento definitivo della legittimità o meno delle trasformazioni in corso nel Camping Capitol e la cessazione di ogni attività incompatibile, anche attraverso l’annullamento da parte della Regione Lazio, in regime di autotutela, della pronuncia positiva alla VIA; c) la promozione di una efficace governance tra il Commissario, la Commissione della Riserva ed i Comuni di Roma e Fiumicino, che fino ad ora hanno operato poco e talvolta in un aperto contrasto, situazione che oggettivamente ha favorito il degrado e non la tutela. La presidente della OA ‘Litorale Laziale’ del WWF, Franca Maragoni per il ventennale si aspetta un “regalo” dalle amministrazioni pubbliche chiamate a gestire la Riserva ‘Litorale Romano’: “Quello di recuperare un forte rapporto con i cittadini, garantendo, da un lato, una migliore informazione sulle vicende in corso e dall’altro riprendendo le attività di fruizione e di educazione ambientale”. Roma, 4 maggio 2016

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all’Oasi WWF Cave di Noale (VE)

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