Archivi del mese: giugno 2016

serata agricoltura bio

gi.9.6.2016 – Questa sera all’auditorium del Quartiere Latino a Treviso in riviera S. Margherita (ex Ospedale dei Battuti) si parlerá di AGRICOLTURA BIOLOGICA (vera) con Fabio Brescancin ed Anito della coop. “Tre Marie” di Breda.

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COMUNICATO STAMPA #STOPGLIFOSATO: ENNESIMO RINVIO, MANCA LA MAGGIORANZA QUALIFICATA.

coalizione italiana stop glifosato

SUCCESSO DEI CITTADINI E DELLA COALIZIONE. LA COALIZIONE: “NON ABBASSEREMO LA GUARDIA E CI BATTEREMO PER L’ABOLIZIONE TOTALE DEL GLIFOSATO” 

Roma, 06 giugno 2016 – L’empasse europeo sul glifosato che ha portato alla mancanza di una maggioranza qualificata e all’ennesimo rinvio di voto è il risultato della mobilitazione di milioni di cittadini europei. In oltre due milioni, infatti hannosottoscritto la petizione di Avaaz, contro il rinnovo, 153.000 solo in Italia. “Un successo dei cittadini e della coalizione StopGlifosato – dice Maria Grazia Mammuccini, la portavoce – che  ci fa ben sperare per il voto finale. La decisione rinviata per l’ennesima volta indica la difficolta’ a trovare una soluzione condivisa al problema del rinnovo dell’autorizzazione all’uso del glifosato”. La decisione è ora rinviata al Comitato di appello e la coalizione non ha intenzione di smuoversi dalle sue posizioni. “L’unica risposta adeguata è l’applicazione rigorosa del principio di precauzione – dice Mammuccini – con la messa al bando definitiva dell’erbicida”.  L’Italia si è astenuta insieme a Germania, Francia, Grecia, Austria e Portogallo e Lussemburgo. Solo Malta ha votato contro.  “La posizione dei ministri italiani dell’Agricoltura e dell’Ambiente – conclude la portavoce – ha consentito di mantenere salda la posizione dell’l’Italia. Ci auguriamo che questa posizione, se non una ancora più coraggiosa rimanga inalterata fino in fondo”. Per essere sempre informato sulle attività della Campagna StopGlifosato seguici su Facebook (hashtag #StopGlifosato). Per firmare la petizione Avaaz e dire StopGlifosato: 

https://secure.avaaz.org/it/monsanto_dont_silence_science_loc_it/?media.

Aderiscono alla Coalizione italiana #StopGlifosato: ACP-ASSOCIAZIONE CULTURALE PEDIATRI – AIAB –  ANABIO- APINSIEME – ASSIS – ASSOCIAZIONE PER L’AGRICOLTURA BIODINAMICA – ASSO-CONSUM – ASUD – AVAAZ – CDCA – Centro Documentazione Conflitti Ambientali – CONSORZIO DELLA QUARANTINA – COSPE ONLUS – DONNE IN CAMPO CIA LOMBARDIA – EQUIVITA – FAI – FONDO AMBIENTE ITALIANO – FEDERBIO – FEDERAZIONE PRO NATURA – FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA – FIRAB – GREEN BIZ – GREEN ITALIA – GREENME – GREENPEACE – IBFAN- ITALIA – IL FATTO ALIMENTARE- IL TEST – ISDE Medici per l’Ambiente – ISTITUTO RAMAZZINI – ITALIA NOSTRA – LEGAMBIENTE – LIFEGATE – LIPU-BIRDLIFE ITALIA – MDC-MOVIMENTO DIFESA DEL CITTADINO – NAVDANYA INTERNATIONAL – NUPA-NUTRIZIONISTI PER L’AMBIENTE – PAN ITALIA – Pesticide Action Network – REES-MARCHE – SLOW FOOD ITALIA – TERRA NUOVA – TOURING CLUB ITALIANO – UNAAPI-UNIONE NAZIONALE ASSOCIAZIONI APICOLTORI ITALIANI – UPBIO – VAS-VERDI AMBIENTE E SOCIETA’ – WWF ITALIA – WWOOF-ITALIA

 

23 giugno – Tour in bicicletta con il WWF – Eco Design Tours

Tour in bicicletta: dall’Età antica al Restauro del Paesaggio – due millenni di “design” del territorio. Il Delta del Po è fra i più mirabili esempi di quanto l’uomo fin dall’antichità abbia influito sulla forma del Paesaggio, dalle bonifiche, alla creazione di grandi opere idrauliche, dallo spianamento delle antiche dune costiere fossili, al restauro del paesaggio. Scoprilo in bicicletta con il WWF di Rovigo: com’era il Delta del Po e come dovrebbe diventare. Per partecipare clicca qui: http://www.ecodesignweek.it/eventi/bici-guida-wwf/.

Programma – Luogo di partenza: Ca’ Vendramin.

L’itinerario in bicicletta, di circa 30 Km parte dal Museo della Bonifica di Ca’ Vendramin e risalendo il Po di Goro lungo la strada arginale si raggiunge L’antico borgo di San Basilio con il suo Museo archeologico e gli scavi Romani recentemente portati alla luce.

Proseguendo lungo Via San Basilio in direzione Nord si potrà osservare la dolce campagna dell’Isola di Ariano, che giace sulla linea delle antiche dune costiere oggi lontane dal mare decine di chilometri a causa dell’avanzamento progressivo della linea costiera in seguito al Taglio di Porto Viro. E’ in questo tratto che si potranno trovare le tracce delle dune originarie oggi ricoperte di macchia mediterranea e alcuni interessanti esempi di dune ricostruite con interventi di rimodellamento del terreno e di riforestazione da parte dell’Ente Parco e del Servizio Forestale Regionale.

Giunti a Taglio di Po si sale sull’argine del Po di Venezia presso il punto in cui avvenne il taglio di Porto Viro nel 1604. Sempre nei pressi, nella Golena di Ca’Zen si potrà ammirare una colonia di Aironi in corrispondenza di un’antica dimora rurale, Villa Ca’Zen, testimonianza del dominio veneziano.

Si scenderà quindi il Po di Venezia, nel tratto in cui il Fiume è più maestoso, tra golene, boschi ripariali e isolotti fluviali fino a chiudere l’anello all’altezza di Ca’ Vendramin.

EVENTO A PAGAMENTO – Consigliata la prenotazione, posti limitati.

COSTI: € 10 a persona (Bambini sotto i 12 anni: € 5) – Noleggio biciclette (su prenotazione): € 5,00

SCOPRI IL PROGRAMMA COMPLETO DEGLI EVENTI ECO DESIGN WEEK:

http://www.ecodesignweek.it/programma/

Montello e vigneti (fonte WWF)

Dati del fenomeno vigneti (da AVEPA) nei 5 comuni del Montello.

Dal 2010 al 2015 l’aumento della superficie vitata è stato :

Giavera 27%

Volpago 30%

Montebelluna 39%

Crocetta 44%

Nervesa 66%

I dati si riferiscono ai comuni interi, non specificatamente alla loro porzione montelliana, che crediamo non solo rispecchi la percentuale riscontrata, ma anche la esalti.

L’espansione dei vigneti è così invasiva che viene percepita da qualsiasi osservatore in quanto ha stravolto il tipico paesaggio montelliano e ne è allarmata la stessa Soprintendenza ai Beni Ambientali (detto dal responsabile dell’Ufficio Tecnico di Volpago).

Il colle del Montello è soggetto a Vincolo paesaggistico ex lege 1497 del 1939.

 

Osservazioni

1.Il M. è Sito di Importanza Comunitaria secondo la Direttiva Europea Habitat, recepita con DPR n.357 del 1997 e con DPR n.120 del 2003.

 

Sono presenti i seguenti Habitat di interesse comunitario:

6510 Praterie magre da fieno a bassa altitudine;

7220*Sorgenti pietrificanti con formazione di travertino;

8310 Grotte non ancora sfruttate a livello turistico;

91L0 Querceti di rovere illirici;

9260 Boschi di castagno.

 

Sono presenti le seguenti specie inserite nell’All. II DIR europea Habitat (Specie Animali e Vegetali d’interesse Comunitario la cui Conservazione richiede la Designazione di Zone Speciali di Conservazione):

4 specie di mammiferi – pipistrelli – Rhinolophus ferrumequinum (Ferro di cavallo maggiore), Miniopterus schreibersi (Miniottero), Myotis myotis (Vespertilio maggiore), Rhinolophus hipposideros (Ferro di cavallo minore).

3 specie di anfibi – Triturus carnifex (Tritone crestato italiano), Bombina variegata (Ululone dal ventre giallo), Rana latastei (Rana di Lataste).

2 specie di insetti – Lucanus cervus (Cervo volante), Osmoderma eremita ( Eremita odoroso).

 

Sono presenti le seguenti specie di uccelli inserite nell’All. I della DIR europea Uccelli 2009/147/CE, concernente la conservazione degli uccelli selvatici;

Pernis apivorus (Falco pecchiaiolo),

Circaetus gallicus (Biancone)

Crex crex (Re di quaglie)

Bubo bubo (Gufo reale)

Caprimulgus europaeus (Succiacapre)

 

2 Caratteristiche fisiche

Il territorio del M. è caratterizzato da un accentuato fenomeno carsico, uno dei più rilevanti a livello europeo, che si traduce in una superficie articolata in numerose concavità e una struttura interna a gruviera. L’acqua superficiale è molto scarsa, in quanto la discesa in profondità dell’acqua piovana è pressochè immediata, favorità appunto dalla struttura descritta.

Gli stagni e le sorgentelle sono rari e di piccole dimensioni, ma vitali per l’abbeveramento degli animali, per la riproduzione degli anfibi e per l’equilibrio degli ecosistemi.

 

  1. Nella costruzione dei vigneti sono effettuati scavi profondi con sconvolgimento della geomorfologia: i rilievi vengono spianati e le cavità riempite, il paesaggio stravolto, la tessitura del terreno modificata, con conseguente aumento dii erosione e smottamenti.

Le pozze e le aree umide, tanto rare quanto preziose, vengono eliminate.

 

  1. Vigneti al posto del bosco

Il M. ha una storia particolare: da foresta demaniale della Repubblica di Venezia e quindi dello Stato Italiano, è stato sdemanializzato con la Legge Bertolini nel 1892, quindi completamente raso al suolo e ridotto a coltivazione. Dopo pochi anni è stato devastato dalla guerra, che ha costretto molti coloni all’emigrazione all’estero, successivamente si è ripopolato lentamente con nuovi abitanti dediti all’agricoltura. Un’agricoltura non intensiva, a carattere di sussistenza. Il bosco ha potuto riprendersi ampi spazi, soprattutto a Robinia, dando origine ad un paesaggio caratteristico: un mosaico di bosco e prati, con seminativi e vigneti di piccola taglia.

La Deliberazione della Giunta Regionale n. 1319 del 23 luglio 2013 permette in certe condizioni la trasformazione del bosco in coltura.

Dimostrando che in passato l’area attualmente a bosco aveva un uso agricolo (non certo confrontabile con lo sfruttamento agricolo-industriale che si fa attualmente), il bosco viene abbattuto per essere coltivato a vigneto.

All’ombra del bosco si trovano però gli ambienti umidi adatti alla riproduzione degli anfibi tutelati.

 

  1. Vigneti al posto dei prati

I prati stanno sparendo. Prassi ormai consolidata è trasformare i prati in seminativo, breve tappa intermedia per raggiungere la meta: il vigneto.

Ci stiamo accorgendo che sono sparite aree di Habitat tutelato n. 6510 Praterie magre da fieno.

 

  1. Vigneti in fase di esercizio

I vigneti, ampiamente trattati con prodotti chimici, rilasciano inquinanti che per effetto della struttura carsica sopra descritta precipitano in falda in brevissimo tempo senza incontrare alcun filtro.

Le aree umide sfuggite alla distruzione in fase di allestimento del vigneto vengono avvelenate per ruscellamento e/o percolazione.

Si veda a questo proposito il Rapporto ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) 2016 sullo stato dell’acqua in Italia, che ha riscontrato una contaminazione da pesticidi relativa al 63% delle acque di superficie (con un aumento del 20% rispetto al precedente rapporto) e al 32% delle falde sotterranee (con un aumento del 10%).

  1. Sensibilità di Habitat e specie di interesse comunitario ai pesticidi

Il rapporto ISPRA 216/2015 Valutazione dei rischi potenziali dei prodotti fitosanitari nelle Aree Natura 2000 ha verificato l’impatto subito da habitat e specie di interesse comunitario rispetto ad una lunga lista di pesticidi.

Ne riportiamo alcuni esempi.

I Querceti subiscono un impatto molto elevato da insetticidi, un impatto elevato da funghicidi.

I Castagneti subiscono un impatto elevato sia da Insetticidi che da Funghicidi.

Le 4 specie di pipistrelli, annoverate nell’All 2 della DIR Habitat presenti sul M., sono particolarmente sensibili agli insetticidi (punteggio di sensibilità 3 su 4 ), gli anfibi con in testa l’Ululone dal ventre giallo ha punteggio di sensibilità 3 su 4 rispetto a tutte le categorie di pesticidi (ovvero insetticidi, funghicidi, erbicidi e altri), identica situazione per Rana di Lataste.

Da rilevare che gli anfibi risentono dell’inquinamento sia dell’ambiente acquatico dove nascono e vivono (se riescono) la prima fase di vita, sia dell’ambiente aereo. Di fatto le popolazioni di Ululone e anche di Rana di lataste ????? negli ultimi anni risultano drammaticamente ridotte.

 

Sensibiità degli uccelli ai pesticidi:

Falco pecchiaiolo punteggio 2 su 5,

Biancone, Re di quaglie, Gufo reale, Succiacapre punteggio 4 su 5.

 

  1. 6. Diserbanti

E’ ormai indubbio che i pesticidi hanno un alto impatto sulla salute umana. La diatriba in atto a livello mondiale (OMS) e europeo (EFSA) sul diserbante glifosato si è fissata sulla sua cancerogenicità, tralasciando dati ormai acquisiti e incontrovertibili sui suoi innumerevoli effetti tossici e l’azione perturbatrice a livello delle ghiandole endocrine.

Il glifosato viene abbondantemente usato nei vigneti e secondo il rapporto ISPRA citato sopra ha ripercussioni su tutti gli habitat presenti sul M.:

sui Querceti, per il genere Quercus,

Castagneti per i generi Ranunculus, Quercus, Fraxinus, Euphorbia e per la famiglia Pteridophytae, Sorgenti pietrificanti per il genere Juncus e famiglia Pteridophytae,

Praterie magre da fieno per i generi Bromus, Bromopsis, Centaurea, Crepis,

Grotte non ancora…. per la famiglia Pteridophytae.

Il diserbo causa una generale riduzione di numero di specie floristiche e sostituzione di parte delle specie autoctone con nuove specie. Nell’ipotesi che queste ultime siano specie bottinate, i successivi trattamenti anticrittogamici rendono tutta la flora, autoctona o meno, veicolo di sostanze tossiche per insetti impollinatori (tra cui le api) e persone.

 

  1. Strumenti di tutela:
  2. a) Valutazione di Incidenza

I comuni montelliani non portano generalmente a termine l’istruttoria per formulare la Valutazione d’Incidenza. L’iter si arresta alla fase di Studio di Incidenza, che viene semplicemente incamerato dagli uffici comunali; il solo fatto della sua presentazione rende l’opera approvabile.

Unicamente a danno avvenuto ci si può accorgere dell’inadeguatezza dello Studio (vedi Nervesa – sparizione di area umida, sito riproduttivo di Rana di Lataste, per costruzione vigneto).

 

  1. b) I comuni montelliani non hanno ancora regolamentato l’uso dei pestidi secondo il DM 22 genn 2014 – Piano di Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei pesticidi, che prevede misure restrittive per le aree protette e i Siti Natura 2000.

Inoltre non risulta sia ancora stata fatta alcuna opera di informazione e sensibilizzazione della popolazione, come previsto dal decreto, mancano il controllo e la prescrizione di sanzioni per le eventuali infrazioni.

 

  1. c) Sul M. vige la sorveglianza da parte del Corpo Forestale dello Stato. Abbiamo verificato molto recentemente (24 maggio scorso), in occasione di nostra denuncia per un prato Habitat 6510 trasformato in seminativo, che il CFS di Volpago non possiede la mappa degli habitat tutelati del M. redatta dalla Regione.

 

  1. d) Abbruciamento di residui agricoli

La DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE n. 122 del 10 febbraio 2015

Indicazioni inerenti la combustione dei residui vegetali agricoli e forestali in attuazione dell’art. 182 comma 6 bis del D.Lgs 152/20 –è stata interpretata in maniera opposta dai comuni di Giavera e di Montebelluna.

Comune di Montebelluna – Ordin. 219 – ARIA: MISURE PER IL CONTENIMENTO DELLE EMISSIONI IN ATMOSFERA – ANNO 2015 E 2016 …..E’ pertanto vietata la combustione dei residui vegetali nel periodo dal 1° ottobre al 31 marzo (semestre invernale);

Comune di Giavera del Montello – REGOLAMENTO COMUNALE DI POLIZIA RURALE 1^ variazione approvata con delibera del Consiglio Comunale n° 28 del 30 novembre 2015 in vigore dal 26 dicembre 2015

E’ possibile bruciare tralci di viti e potature di piante da frutto in genere …..omissis…… Nel solo periodo dal 1 gennaio al 31 marzo.

Il M. dovrebbe essere assoggettato ad un regolamento omogeneo, che vieta l’abbruciamento dei residui agricoli.

Conclusioni

 

Riteniamo che

  • per la conformazione geomorfologica del colle M.
  • per lo stravolgimento del paesaggio …….
  • per l’estensione della superficie ormai convertita a vigneti
  • per le modalità di conduzione degli stessi
  • per la presenza di habitat e specie animali, presenti nell’ All II della DIR europea Habitat e nell’All. I della DIR europea Uccelli, particolarmente sensibili ai pesticidi
  • per l’inadeguatezza degli strumenti di tutela

il SIC Montello sia in grave pericolo.

 

Chiediamo che sia arrestata la corsa alla vignetizzazione del colle e i vigneti esistenti siano condotti con modalità biologica.

Copia di questo documento sarà inviato.a   …

 

 

Bombina variegata è sensibile a Imidacloprid (neocotinoide) – I ; Maneb 80, Agroxone 5, piretroidi nella pubbl FERA; Anti-AchE, organofosfati e carbamate pesticides; Atrazina e Carbaril; endusulfan, lindane, aldicabrin, dieldrin; DDE; gliphosate Roundup, Relyea, Glyphos combinato con un coadiuvante specifico (Cosmo flux), Matacil, (aminocarb), Dieldrin, DDT, e malathion; TFM (3- trifluoromethyl-4-nitrophenol).

Rana latastei è sensibile a Imidacloprid (neocotinoide) – I ; Atrazina, Carbaryl, endusulfan, lindane, aldicabrin,dieldrin; DDE; organifosfati; Anti Ache; glifosato Roundup, Relyea, Glyphosate combinato con un coadiuvante specifico (Cosmo flux), Matacil, (aminocarb), Dieldrin, DDT, e malathion; TFM (3-trifluoromethyl -4-nitrophenol) .

Pipistrelli ipistrelliRhinolophus ferrumequinum Metamidofos e Filitox (organofosfati); fenitrothion

Miniopterus schreibersii Metamidofos e Filitox (organofosfati); fenitrothion

Myotis Myotis Metamidofos e Filitox (organofosfati); fenitrothion

 

insettidi e altro ICiao a tutti, concordo con Alessandra, ma tralasciare il ruolo importante dell’impollinazione per mezzo degli insetti, tra i quali le api, sarebbe come tralasciare un pezzo molto importante del puzle. Girerei il discorso dando importanza non tanto al risvolto economico della produzione di miele, ma al fatto che l’impollinazione è prima di tutto un fondamentale servizio ecosistemico ch emantiene vitale l’ecosistema e per questo (come conseguenza) produttivo anche in termini economici. Nella produzione di questo servizio le api giocano un ruolo non certo trascurabile.  Sarebbe importante far notare anche il fatto che il diserbo causa una generale riduzione di numero di specie floristiche e sostituzione di parte delle specie autoctone con le neofite. Questo è un dato generalizzabile e valevole in tutti i casi di diserbo. Nell’ipotesi che le neofite siano specie bottinate, i successivi trattamenti anticrittogamici rendono tutta la flora, autoctona o meno, veicolo di sostanze tossiche per insetti impollinatori (tra cui le api) e persone.

documenti viticoltura

SI RIMANDA AL SEGUENTE LINK

https://wwfvillorbadotcom.wordpress.com/2016/06/04/documenti-viticoltura/

comunicato stampa Peraltrestrade PAS

Le dichiarazioni rilasciate in questi giorni alla stampa locale da Roger De Menech, Deputato del Parlamento italiano, e da Pierluigi Svaluto Ferro, attuale Sindaco di Perarolo, sono motivo di grande soddisfazione per noi del Comitato PAS -Peraltrestrade Dolomiti, in quanto riportano pienamente quanto – anche se spesso inascoltati – stiamo sostenendo da anni con comunicati stampa e incontri pubblici: la trasformazione del Cadore in un banale quanto devastante corridoio di traffico internazionale per ipotetici 12 milioni di veicoli/anno comprometterebbe per sempre il futuro di questo territorio e sarebbe funzionale essenzialmente ai grandi operatori finanziari molto distanti da noi. Se l’autostrada, poi, arrivasse solo alle porte del Cadore, cosa del tutto irrealistica per i costi a fronte dei benefici, un casello autostradale a Perarolo servirebbe solo a spostare più a nord di qualche chilometro il “tappo” di Longarone, con effetti facilmente immaginabili sulla mobilità locale, causando code paralizzanti da Cortina al Comelico nei momenti di punta e creando le basi per un ulteriore prolungamento dell’A27. Un punto non ci trova d’accordo col sindaco Svaluto: l’affermazione che anche gli industriali bellunesi ammetterebbero oggi l’inopportunità dell’infrastruttura. Va ricordato infatti che gli stessi sono sempre stati fra i più fervidi sostenitori dell’autostrada – poco importa in quale direzione – Est, Ovest, Nord – e chiunque abbia partecipato ai recenti incontri organizzati grazie al loro contributo presso l’hotel Astor e il Comunale di Belluno ha potuto constatare che non hanno cambiato idea. Ben venga la ferrovia, dicono, se ci sono le risorse, però si dia precedenza all’autostrada. L’associazione degli industriali, infatti, sembrerebbe pronta ad applicare alle scelte che riguardano la viabilità provinciale la stessa politica che sta portando avanti nel campo del mini-idroelettrico: sfruttamento totale e indiscriminato dei residui corsi d’acqua a puro fine di lucro privato, a fronte di un contributo energetico insignificante.

L’obiettivo che emerge tra le righe delle loro dichiarazioni è chiaro e sempre lo stesso: collegare i grandi motori economici delle pianure e città metropolitane del SUD con quelli del NORD tramite un nuovo corridoio alpino interno alla Regione Veneto, tradendo di fatto lo spirito della Convenzione delle Alpi che stigmatizza nuovi sfondamenti autostradali a carico delle valli alpine. Noi siamo per un sì forte e determinato al prolungamento della ferrovia che colleghi i paesi del Cadore, Ampezzano e Pusteria e un no altrettanto forte e determinato a proposte di viabilità autostradale che vanno nella direzione opposta agli interessi delle popolazioni locali e alle indicazioni dell’Europa. Nei prossimi giorni discuteremo di questi temi all’interno dell’Assemblea del presidio di LIBERA Cadore (di cui Peraltrestrade fa parte assieme a tante altre associazioni) affinché anche questa importante associazione prenda una posizione con tutto il peso che può mettere in campo; in fin dei conti stiamo parlando di “bene comune” (ferrovia) contro “interesse privato” (autostrada).

PER ALTRE STRADE DOLOMITI – Comitato interregionale Carnia-Cadore. Il comunicato prende spunto dal seguente articolo, a firma di Francesco Dal Mas, pubblicato dal Corriere delle Alpi il 31 05 2016…

“Il sindaco Svaluto Ferro, De Menech, il Cai e gli ambientalisti replicano a Messner. «Abbiamo necessità di una mobilità turistica e di una nuova viabilità intervalliva». «A noi bellunesi non serve l’autostrada fino in Cadore».

BELLUNO – «Solo una mobilità turistica salverà lo sviluppo della provincia. Altro che autostrade», taglia corto l’onorevole Roger De Menech. Pierluigi Svaluto Ferro, sindaco di Perarolo, dovrebbe essere contento di un’eventuale autostrada che porti nel suo comune. E invece no. «Sarebbe la morte di Perarolo e del Cadore». Reazioni negative dal Bellunese al suggerimento di Reinhold Messner di far proseguire l’A27 fino ai piedi delle Dolomiti, per la verità a qualche chilometro di distanza. Il CAI Veneto non ha dubbi: «Noi da sempre abbiamo sostenuto l’improponibilità di una direttrice come questa». Lo conferma Bruno Zannantonio, portavoce del Cai, ricordando anche vecchi pronunciamenti, «che nella sostanza non sono cambiati». Per gli ambientalisti di Mountain Wilderness, l’idea di Messner «è da contrastare, come, per contro, appoggiamo il suo sì al treno delle Dolomiti e il suo no all’aeroporto di Cortina». Pronunciamenti, questi, che il re degli ottomila ha fatto domenica salendo sul monte Rite. «Non occorrono tanti discorsi per dire di no all’autostrada», afferma il sindaco Svaluto Ferro. «Basti ricordare i sempre più numerosi automobilisti che lasciano l’Alemagna del ponte Cadore per fare la Cavalera. La verità è che la continuazione dell’A27 non farebbe gli interessi del Cadore e del Bellunese, ma quelli dei grandi operatori economici, che nulla hanno a che vedere con il nostro territorio». Svaluto Ferro dice che come lui la pensano ormai quasi tutti i sindaci. S’indigna per quei bellunesi che stanno rispolverando la Venezia-Monaco. «Come si fa a non capire che abbiamo urgente necessità di una rinnovata viabilità intervalliva? Perfino i nostri industriali lo ammettono». Poi il sindaco sbotta: «È ora di finirla con chi arriva qui dall’esterno e impone i suoi progetti, facendoci credere degli allocchi: noi sappiamo bene che rispondono ad altri interessi, fuori di qui, come era accaduto con la proposta di far arrivare l’A27 a Macchietto». De Menech è sulla stessa lunghezza d’onda. «L’autostrada viene proposta da quanti vogliono bloccare qualsiasi altra iniziativa: dalle migliorie alla attuale rete viaria al potenziamento della ferrovia. Il dibattito è solo strumentale. Vogliono prender tempo». Per De Menech non ci sono alternative a uno sviluppo turistico fondato sul rispetto e la valorizzazione delle risorse naturali. Su ciò, insomma, che protegge l’Unesco. E che va protetto anche oltre questi specifici confini. Per gli ambientalisti di Cipra, come Luigi Casanova, e di Mountain Wilderness, come Vittorio De Savorgnani e Giancarlo Gazzola, «lo stesso dibattito sull’autostrada, che già sappiamo inconcludente, è pericoloso, perché distoglie dall’impegno che tutti dobbiamo verso la ferrovia, l’elettrificazione, da una parte, e il collegamento con Cortina e Dobbiaco dall’altra». È fuorviante, a loro avviso, anche l’intuizione di far allungare l’autostrada in modo da interrare l’elettrodotto. «Da Messner ci aspettiamo una chiara condivisione di questo impegno. E per questo l’abbiamo apprezzato quando, come no, dice di sì al treno e di no allo scalo aereo». «Adesso basta chiacchiere», condivide De Menech. «Nei prossimi giorni arriveranno, finalmente, i fatti concreti». Gli interventi, par di capire, sul miglioramento della viabilità esistente da Longarone alla Val Boite.”

Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio – Comunicato stampa del 1 giugno 2016.

Campagna nazionale “Salviamo il paesaggio, difendiamo i territori”.

Molto grave e assolutamente da evitare che la modifica al “Decreto trasparenza” abroghi l’obbligo per le amministrazioni pubbliche di rendere note le proposte di trasformazione urbanistica prima che esse siano portate all’approvazione.

 La rete delle oltre 1000 organizzazioni che compongono il Forum nazionale “Salviamo il Paesaggio” (www.salviamoilpaesaggio.itinvita il Presidente della Repubblica e il Governo a rivedere con urgenza un punto fondamentale dello schema di decreto legislativo modificativo del D. Lgs. 14/3/2013 n. 33 (c. d. “decreto trasparenza“) approvato dal Consiglio dei Ministri il 16/5 u.s. e rubricato “revisione e semplificazione delle disposizioni in materia di prevenzione della corruzione, pubblicità e trasparenza…”. Ci riferiamo, in particolare, alla “trasparenza dell’attività di pianificazione e governo del territorio“, attualmente normata dall’articolo 39 del D.Lgs. 14/3/2013 n. 33, di cui pare esserne decisa dal Consiglio dei Ministri la sorprendente abrogazione dell’importante lettera b del comma 1. Tale punto così recita: «per ciascuno degli atti di cui alla lettera a) sono pubblicati, tempestivamente, gli schemi di provvedimento prima che siano portati all’approvazione; le delibere di adozione o approvazione; i relativi allegati tecnici». Per atti di cui alla lettera a) sono intesi tutti gli atti di governo del territorio, tra gli altri i piani territoriali, i piani di coordinamento, i piani paesistici, gli strumenti urbanistici generali e di attuazione, nonché le rispettive varianti. Si tratta oltretutto dell’abrogazione di una procedura di pubblicizzazione degli atti grazie alla quale, in caso di mancata pubblicazione preventiva, gli atti non acquisivano efficacia né potevano produrre effetti. Un punto di fondamentale importanza in quanto offre la democratica possibilità a qualunque cittadino o portatore di interessi di essere informato prima e di disporre del tempo necessario per la relativa valutazione e la preventiva presentazione di eventuali contributi tecnici in grado di equilibrare le scelte unilaterali delle amministrazioni. Riteniamo pertanto che la sua abrogazione rappresenti un grave errore, che non esprime la ricerca di dialogo, pubblicità e trasparenza da tutti auspicata e che metta gravemente a rischio sia il principio di carattere generale volto a tutelare la trasparenza e la pubblicità degli atti della P.A., che il diritto di partecipazione della cittadinanza. Per tale palese motivo invitiamo il Governo a rinunciare alla sua promulgazione.

Forum Salviamo il Paesaggio – Difendiamo i Territorisegreteria segreteria@salviamoilpaesaggio.it

Per maggiori informazioni: Federico Sandrone gonzy2005@libero.it , Alessandro Mortarino alessandro.mortarino@libeo.it

Forum dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio “SALVIAMO IL PAESAGGIO – DIFENDIAMO I TERRITORI” www.salviamoilpaesaggio.it