Archivi del mese: agosto 2016

COMUNICATO STAMPA – VALORE PAESE-FARI: TORNANO LE GIORNATE DI APERTURA DEI FARI

Agenzia del Demanio e Difesa Servizi Spa, in collaborazione con  WWF e Touring Club Italiano, aprono al pubblico i fari e gli edifici costieri inseriti nel bando 2016.

Roma, 31 agosto 2016 – Dopo il successo dello scorso anno, tornano le giornate Open Lighthouse organizzate dall’Agenzia del Demanio e da Difesa Servizi Spa con il supporto del WWF e del Touring Club Italiano. A settembre e ottobre sarà possibile visitare i fari e gli edifici costieri inseriti nel bando di gara 2016 del Progetto Valore Paese-Fari, l’iniziativa che mira a recuperare e sottrarre al degrado i Fari, le Torri e gli Edifici Costieri situati in contesti di assoluta bellezza. Cittadini, associazioni e tutti gli interessati potranno così avere accesso alle 20 strutture protagoniste del bando di gara che partirà il prossimo 15 settembre.

Da Nord a Sud saranno aperti in Veneto il Faro Spignon sull’isola di Spignon a Venezia; in Emilia Romagna il Faro del Po di Goro a Goro (FE); e in Toscana il Faro di Punta Polveraia a Marciana nell’Isola d’Elba (LI) e il Faro Formiche nell’isolotto Formica Grande (GR). Nel Lazio, a Ponza (LT), sarà visitabile il Faro della Guardia e in Campania, a Salerno, la Torre Angellara. Sulla costa pugliese saranno aperti Torre Castelluccia Bosco Caggioni a Pulsano (TA), il Convento S. Domenico Maggiore Monteoliveto, la Torre d’Ayala a Taranto e il Faro di Torre Preposti a Vieste (FG); e su quella calabrese il Faro di Capo Rizzuto a Isola di Capo Rizzuto (KR). In Sicilia, invece, la giornata Open Lighthouse coinvolgerà ben 9 strutture: il Faro di Punta Libeccio nell’Isola di Marettimo (TP),  il Faro di Punta Spadillo a Pantelleria (TP), il Faro di Capo Mulini ad Acireale (CT), il Faro di Capo Milazzo a Milazzo (ME), il Faro di Capo Faro a S. Maria di Salina – Isola di Salina (ME); il Padiglione Punta del Pero a Siracusa, lo Stand Florio a Palermo, il Faro di Capo Zafferano a Santa Flavia (PA) ed il Faro di Riposto a Riposto (CT).

Nella sezione dedicata al progetto Valore Paese-Fari 2016, raggiungibile direttamente dalla home page del sito www.agenziademanio.it, è disponibile il calendario delle aperture con tutti i dettagli per partecipare all’iniziativa. Coloro che vorranno aderire alle giornate Open Lighthouse dovranno pre-accreditarsi firmando una liberatoria, che andrà allegata ed inviata agli indirizzi di posta elettronica indicati sul sito dell’Agenzia. Tutte le informazioni sono disponibili anche su www.difesaservizi.it.

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APPELLO – STOP AL CONSUMO DI SUOLO E CONFRONTO PUBBLICO

La Regione Veneto non sta approvando una legge “sul consumo del suolo”, peraltro contraddittoria rispetto allo stesso oggetto del titolo della legge, ma pone in atto un vero e proprio episodio di malgoverno e di devastazione legalizzata del territorio e delle città.

La Lega che esalta le “comunità”, con questa legge esprime a pieno la sua subalternità agli interessi della speculazione edilizia e della rendita alle quali piega le stesse Comunità locali limitando fortemente le prerogative di salvaguardia della qualità delle loro città e dei loro territori.

Il tema della riduzione del consumo di suolo, risorsa scarsa e preziosa, è parte integrante del buon governo della città, un governo che agisca nell’interesse della collettività, della sua salute e del suo benessere. Con il tema del consumo di suolo si intrecciano i temi del dissesto idrogeologico, delle mutazioni climatiche, della pulizia dell’aria, della organizzazione degli spazi verdi e delle aree pubbliche necessarie alla vita della gente.

Con questo si intende dire che non si tratta di un aspetto “particolare”, quanto piuttosto di un elemento generale di governo della “cosa pubblica” che investe questioni rilevanti, di carattere ambientale, sociale, finanziario (non dimentichiamo che da qui ha avuto origine, con la bolla immobiliare, la crisi economica che è ancor lontana da una soluzione) molto spesso legate, non a caso, al sistema della corruzione di chi detiene il potere

Negli anni passati in Italia il consumo di suolo è stato eccessivo e ingiustificato.  L’ultimo rapporto ISPRA offre dati allarmanti. A livello nazionale l’incremento fra il 2012 e il 2015 è stato  dello 0,7% ovvero circa di 15000 ettari di suolo consumato e il Veneto mantiene il triste primato insieme alla Lombardia.  A questo  si aggiunge la beffa che, se per il calcolo si fosse utilizzata la fallace definizione di consumo di suolo riportata nel testo approvato alla Camera  simile a quella usata nella Legge veneta, non si sarebbe conteggiato il 54% del suolo consumato pari a 135 Km quadrati Possiamo affermare con certezza che queste aree, che sfuggirebbero al calcolo se le due Leggi  venissero approvate, si trovano collocate nei centri edificati dove più alta è la rendita urbana dove più elevato è il bisogno di spazi aperti fruibili da tutti.

Oggi l’allarme è forte e sentito dalla gente. Una cultura alternativa a quella che ha guidato questo fallimentare modello di sviluppo, l’azione di comitati e associazioni, l’iniziativa di molti sindaci, chiedono l’assunzione urgente di strumenti adeguati. Ma la Regione Veneto con questa legge va nella direzione opposta. Se da una parte mette dei paletti, parziali e derogabili, a difesa del territorio agricolo, o per meglio dire non urbanizzato, dall’altro crea una situazione favorevole (con varianti urbanistiche e aumenti di cubatura) all’intervento nelle città. Ma non  attraverso il risanamento, il ripristino di qualità, la “riqualificazione urbana” caratterizzata da una forte impronta di governo pubblico con obiettivi di interesse comune, ma dando spazio a corposi  interessi. La nuova legge non garantisce affatto gli spazi non ancora costruiti,  al contrario favorisce in tutti i modi (compreso l’esproprio) la possibilità di impermeabilizzarli e cementificarli, togliendo respiro e verde alle città per densificarle sempre di più, con pochi vantaggi per la collettività e grossi vantaggi per i promotori immobiliari.

Il presente appello vuole denunziare questa situazione che è l’espressione di una cultura urbana arretrata, ed invita singoli cittadini, tecnici e non, le associazione, i sindaci, i consiglieri comunali, deputati e senatori, le Università, e quanti hanno interesse al buon governo delle nostre città e dei territori a firmare per indurre la Regione ad un “ripensamento” che, attraverso il  confronto pubblico, democratico porti ad emendare la legge in modo che al suo titolo corrisponda il suo contenuto

(chi fosse interessato all’analisi del testo e degli emendamenti proposti può trovarli nel sito www.citta-amica.org).

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libri

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alberi a Maserada

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alberi a TV

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Superstrada Pedemontana Veneta

decreto revoca (in parte) del glyphosate

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