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pista motocross di Giavera

Non è da tutti i giorni che la Regione Veneto revochi ad un Comune i finanziamenti erogati e già utilizzati, ma questo è riuscito a succedere a Giavera del Montello. Gli atti di indagine contro l’amministrazione comunale per reati patrimoniali e per reati di distruzione di habitat all’interno di un sito protetto, che hanno visto indagati nove soggetti tra cui un funzionario della Regione e l’ ex-sindaco Gottardo, si sono al momento conclusi presso il Tribunale di Treviso con un’archiviazione. L’ex sindaco, sui quotidiani, ha cantato vittoria come fosse un’assoluzione, ma non è così. Il Pubblico Ministero ha scritto che i reati inerenti il deterioramento e la distruzione di habitat sono da ritenersi prescritti, e quanto ai reati contro la pubblica amministrazione, ci sono, nello scritto del PM, passaggi tutt’altro che onorevoli per il Comune. Ricostruiamo brevemente i fatti: un idilliaco progetto di parco per famiglie è stato la copertura, per l’ex Amministrazione Comunale, di fare ciò che non avrebbe altrimenti potuto fare:

  • recuperare fondi pubblici per allestire i servizi atti a rimettere in attività una pista di motocross obsoleta e abusiva. Non esiste infatti un solo documento amministrativo di approvazione della pista, come ha accertato anche la perizia fatta svolgere dal Pubblico Ministero che ha condotto l’istruttoria;
  • bypassare i controlli sui vincoli idrogeologico e paesaggistico, nonchè il Piano d’Area, a cui il Montello è sottoposto;
  • trasgredire la legge statale “Codice dell’ambiente” del 2006, che agli impianti motoristici, in quanto produttori di rumori e sostanze inquinanti fortemente impattanti su aria acqua e suolo e sulle componenti biologiche dell’ambiente, comprese le persone, richiede una Valutazione di Impatto Ambientale, si tratti di piste di nuovo allestimento o di adeguamento di piste esistenti.

I cittadini di Giavera si trovano con 200.000 euro di debito da rimborsare alla Regione Veneto, ma il fatto paradossale è che l’attuale Amministrazione, seppure di diverso colore rispetto alla precedente, appoggia fin dal primo momento la ripresa delle corse: ha infatti approvato un nuovo Piano acustico comunale che concede alla pista, sita (secondo le analisi acustiche dell’estensore del Piano) nella zona più silenziosa di tutto il comune di Giavera, 30 giorni all’anno per prove e 20 giorni all’anno per gare, in totale 50 giorni, ovvero uno alla settimana e ha incaricato e pagato con denaro pubblico professionisti per depositare elaborati tecnici funzionali alle corse motociclistiche. Sicuri dell’incompatibilità della pista con la legge, con la tutela dell’ambiente e con la salute dei residenti chiederemo, in tutte le sedi preposte, che sia fermata la macchina perversa che ha generato l’attuale situazione. 16.11.2018

Associazione Amici Bosco Montello – boscomontello@gmail.com

Organizzazione Aggregata WWF Terre del Piave TV-BL – wwf.villorba@gmail.commontellowwf@libero.it

Associazione SOS Anfibi – sosanfibi@gmail.com

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