Archivi categoria: inquinamento

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conferenza stampa Comitato Aeroporto TV

produzione cibo

serate a Volpago del Montello

Logos di  Amici Boscomontello, Wwf Montello Piave, Sos Anfibi

 

La forma perde valore mano a mano che si fa spazio al vivente”

(Gilles Clément – Fondazione Benetton – venerdì 10/03/17)

 

 

MARTEDI’ 4 APRILE 2017

Giardini Avvelenati

Altre pratiche per i giardini di casa

Ore 20.45 – Auditorium della Biblioteca Comunale di Volpago 

Intervengono: Mauro Flora: eco-agrotecnico

Maurizio Stella: Agrizooflora Pieve di Soligo

 

MARTEDI’ 11 APRILE 2017

Vigneti e dissesto idrogeologico: normative e sanzioni

Ore 20.45 – Sala Opere Parrocchiale di S. Maria 

Intervengono: Francesco Ferrarese: Geomorfologo Università di Padova

Coppe Michele: Responsabile vincolo idrogeologico – forestale

 

MARTEDÌ 18 APRILE

Giardini incompresi

Altre pratiche per la gestione del verde pubblico

Intervengono: Luca Berdusco: giardiniere   http://www.indigena.tv

Flavia Zaccaron: beni culturali e ambientali

 

MERCOLEDI’ 26 APRILE 2017

Prati o vigneti sul Montello?

Il valore dei prati stabili. La cartografia ‘Habitat’

Ore 20.45 – Sala Opere Parrocchiale di S. Maria 

Intervengono: Katia Zanatta: botanica,

                      Elena Zamprogno: naturalista

   Sergio Perandin:  veterinario apicultore

 

 

Collaborazioni: Parrocchia di S. Maria della Vittoria.

Amministrazione Comunale di Volpago del Montello

Per info: boscomontello@gmail.com

Comunicato Stampa – COLLINE DEL PROSECCO: CANDIDATURA A PATRIMONIO UNESCO.

03/10/2016 – FARERETE  CHIEDE  COMPOSTAGGIO  OBBLIGATORIO  DEI  TRALCI  DI  VITE  E NESSUN  IMPIANTO A BIOMASSA.

In questi giorni di dibattito in merito alla candidatura delle “Colline del Prosecco” a Patrimonio dell’Umanità, FareRete (un coordinamento di molte associazioni) coglie l’occasione per rilanciare alcune idee utili a sostenere tale progetto. Per FareRete è fondamentale che, su tutto il territorio interessato, venga disposto, quanto prima, un veto alla costruzione di impianti a biomassa, pirogassificatori o simili che utilizzino i tralci di vite. Ritiene altresì necessario che venga vietata qualsiasi combustione all’aperto anche di modiche quantità dei tralci di vite (ma anche di altre sterpaglie e potature). Le alternative esistono, sono valide e sperimentate (anche nei vigneti), con studi, test e documenti proprio a opera di due delle maggiori istituzioni che operano nell’ambito della viticoltura: il Consorzio di Tutela DOCG Conegliano Valdobbiadene e il CRA-VIT di Conegliano. Per questo, le associazioni ambientaliste ritengono fondamentale che venga imposta l’obbligatorietà del compostaggio di tutti i tralci di vite su tutto il territorio Regionale e si rivolgono al Presidente della Regione Veneto affinché intervenga tempestivamente su questi aspetti fondamentali. Viene riportato a esempio quanto fatto dalla Regione Piemonte che, per il sito “Langhe-Roero e Monferrato” entrato nel Patrimonio Unesco, ha emanato il DGR n. 26-2131 del 21/09/2015, nel quale, all’obiettivo n.1, “Componente Naturalistico Ambientale”, vieta la costruzione di impianti a biomassa (Obiettivo 1a/c). Come per la Regione Piemonte, anche per FareRete questi impianti a biomassa che usano i tralci di vite sono estranei a una visione sostenibile dell’ambiente, per questo non devono essere diffusi in tutto il Veneto e per di più sostenuti con incentivi pubblici. La preoccupazione è concreta e viene dal fatto che è in atto una corsa da parte di alcuni Sindaci per realizzare, nel bel mezzo della “core-zone” (la zona del Prosecco DOCG) vari impianti a biomassa che impiegheranno i tralci di vite e che risultano decisamente rischiosi per la salute dei cittadini e per l’ottenimento del riconoscimento UNESCO. FareRete, prossimamente, darà rilievo ad altri esempi concreti che potranno esser utili per sostenere la candidatura. Inoltre, ribadisce la propria aspettativa per un doveroso intervento da parte del Presidente Luca Zaia, in merito all’uso dei prodotti fitosanitari nell’area DOCG.  Viene auspicato un suo intervento reale, non per rassicurare la popolazione, ma per tutelarne la salute e l’ambienteUn ambiente CHE SIA veramente accogliente, anche per migliaia di turisti e visitatori. Infine, FareRete rivolge un appello ai cittadini affinché scrivano lettere ed email ad Assessori e Consiglieri Regionali e ai Sindaci, ricordando loro che la salute e l’ambiente sono molto più importanti di qualunque fattore economico.  FareRete (coordinamento di più associazioni)Legambiente del VittorieseLegambiente SernagliaO. A. WWF Terre del Piave TV – BL – gruppo AltaMarca

Chiediamo cortesemente, alle testate giornalistiche, di dare la più ampia diffusione a queste informazioni. Gilberto Carlotto

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comunicato stampa O. A. WWF Terre del Piave TV-BL

Sta circolando in rete in questi giorni una dichiarazione del WWF svedese favorevole agli impianti di pirogassificazione.

Non abbiamo approfondito le motivazioni di questa opinione da parte dell’associazione in Svezia, sappiamo però che in varie parti d’Italia gli attivisti WWF sono impegnati nel contrastare questa tipologia di impianti.

Non fa eccezione il WWF Terre del Piave TV – BL, che appoggia decisamente l’azione dei cittadini e dei comitati critici verso i pirogassificatori, siano essi progettati a Paese o in altri Comuni della nostra area di competenza.

Riteniamo che questi impianti siano infatti inappropriati, sia strategicamente nell’ottica di un quadro generale per la gestione dei rifiuti organici, sia per la situazione ambientale presente specialmente nel Veneto. Infatti:

– l’Italia è già oggetto di alcune procedure di infrazione per quanto riguarda la limitazione dell’inquinamento atmosferico;

– la Pianura Padana è una delle zone più inquinate del mondo e proprio la zona di Treviso nell’ultimo mese è balzata ai primi posti in Italia come emissioni di pm10;

– si prevede di trattare del materiale, i sarmenti delle viti, pesantemente intriso di pesticidi pericolosi.

Invitiamo gli organi di informazione e la cittadinanza a consultarci preventivamente per chiarimenti che riguardano la nostre campagne e obiettivi, prima di diffondere notizie datate pescate in rete o altrove.

Loris Donazzon, presidente Organizzazione Aggregata WWF Terre del Piave TV-BL 

terredelpiave@wwf.it – 349.3232286 –https://wwfvillorbadotcom.wordpress.com/

serata informativa sulla plastica nei mari

OCEANI DI PLASTICA: NUOVE SFIDE PER LA CURA DELLA CASA COMUNE

Mercoledì 3 febbraio ore 20.30 presso: Oratorio della Chiesa di Breda di Piave.

Relatore: Eriberto Eulisse, Direttore del Centro Internazionale Civiltà dell’Acqua Onlus.

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Cari amici, siamo lieti di invitarvi all’incontro “Oceani di Plastica: nuove sfide per la cura della casa comune” che si tiene mercoledì 3 febbraio alle 20.30 presso l’Oratorio della Chiesa di Breda di Piave. L’iniziativa si svolge nell’ambito della manifestazione LAUDATO SI’ – LA LUCE DELL’ENCICLICA PER GUARDARE LA NATURA E L’UOMO, a cura dell’associazione Sentieri d’Acqua e della Parrocchia di Breda di Piave.

serata informativa a Paese

Gruppo Paeseambiente –  Respiriamo aria avvelenata da 15 anni. Viviamo in una delle due aree più inquinate d’Europa. Pirogassificatore a Paese? No, grazie !

Perché a Paese? Quanto costa? Chi ci guadagna? Chi ci perde ? Aumenterà l’inquinamento dell’aria? Produrrà rifiuti? Chi  lo può autorizzare o bloccare? Cosa è stato fatto fino ad ora? Quanti cittadini hanno firmato la petizione? Cos’è la valutazione di impatto sanitario?

Incontro pubblico – Sala Polivalente Parrocchia San Martino di Paese – piazza Monsignor Andreatti Paese. Venerdì 5 febbraio 2016 – ore 20.45. Interverranno:

Andrea Zanoni – Presidente di Paeseambiente e Vice Presidente della Commissione Ambiente, Territorio, Trasporti ed Infrastrutture del Consiglio Regionale del Veneto.

Dott. Francesco Cavasin – Medico Presidente della Sezione dell’ISDEInternational Society of  Doctors for the Environment – Medici per l’Ambiente Treviso.

Dott. Claudio Benetton  Medico dell’ISDE International Society of  Doctors for the Environment – Medici per l’Ambiente Treviso.

Gruppo Paeseambiente.

Durante la conferenza sarà possibile sottoscrivere la petizione promossa da Paeseambiente e da numerosi cittadini. Per informazioni e moduli rivolgersi a: Paeseambiente Rosanna Battistella Via San Giovanni Bosco n. 3 31038 Castagnole di Paese (TV), cell. 349/7164091 email: battistr@libero.it o Cristina Fucile Vicolo Panceri, n. 8 31038 Porcellengo di Paese (TV), cell. 340/9116625 email: mc.fucile@tiscali.it.

serata informativa su aeroporto TV

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Comunicato stampa Forum Italiano Movimenti per l’Acqua.

Il regalo agli inquinatori sulle bonifiche è legge.Il Destinazione Italia passa al Senato senza le modifiche richieste da movimenti e comuni dei Siti più inquinati. Roma, 21 febbraio 2014

Dopo il passaggio in Senato è diventata legge dello Stato l’incredibile norma contenuta nel Decreto Destinazione Italia volta a regalare nei Siti di Interesse Nazionale per le Bonifiche miliardi di euro ai privati, anche ai peggiori inquinatori, pure se rei confessi e condannati in via definitiva. La modifica apportata dalla maggioranza alla Camera non ha risolto nulla ponendo solo un limite all’uso delle risorse pubbliche da parte del privato che dovrà usare il denaro ricevuto per coprire le spese degli investimenti in nuovi impianti e non per le bonifiche che dovrebbero rimanere a suo carico. Anche gli inquinatori più incalliti, responsabili delle devastazioni del paese e dei danni alla salute per i cittadini, vengono premiati con il sostegno ai loro profitti. Resta inoltre intatto, in tutta la sua gravità, il problema del condono mascherato contenuto nella norma. Una volta firmato l’accordo di programma che destina il denaro al privato qualora venisse scoperta una situazione più grave di inquinamento rispetto a quella fino ad allora accertata (situazione assai comune) non potrebbe più essere messa a carico del privato inquinatore. Infine resta la norma che fa diventare di interesse pubblico qualsiasi nuovo impianto proposto dal privato nell’area inquinata (anche inceneritori, raffinerie ecc.) con lo Stato che finanzierà sia con denaro a fondo perduto sia con credito d’imposta per la parte restante, interventi che condannano definitivamente ad un triste destino di devastazione aumentando la pressione antropica sui siti. Queste sono aree che invece dovrebbero rinascere con interventi di riqualificazione ambientale e  che dovrebbero essere invece portate a nuova vita come accaduto in Germania e in altri paesi con azioni ben diverse, come la realizzazione di parchi tematici, aree verdi, ecomusei. I prossimi passi delle lotte saranno presto condivisi con movimenti ed associazioni. In ogni caso provvederemo a denunciare alla Commissione Europea quanto accaduto per farne un caso nella comunità. Apriremo uno scontro sui singoli accordi di programma che dovessero essere approvati nelle singole aree nei prossimi mesi. La lotta è solo all’inizio.

Destinazione Italia, arriva il condono tombale per i disastri ambientali.

COMUNICATO STAMPA – Destinazione Italia, arriva il condono tombale per i disastri ambientali. Comitati, movimenti e amministratori locali: SI’ alle bonifiche, NO ai regali per gli inquinatori. Chi ha inquinato deve essere pagato: un condono tombale sulle bonifiche per criminali e aziende senza scrupoli con tanto di regalo di miliardi di euro di fondi pubblici. Roma, 11 febbraio 2014

Il Decreto Destinazione Italia è un vero e proprio regalo per gli inquinatori incalliti che hanno devastato il paese deprimendo l’economia di vaste aree italiane e condannando a morte migliaia di cittadini. Questa è la denuncia lanciata oggi durante la conferenza stampa svoltasi a Roma presso la sala stampa della Camera a cui hanno partecipato rappresentanti del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, del Coordinamento Nazionale Siti Contaminati, degli amministratori dei Comuni ricadenti nei Siti Nazionali di Bonifica (SIN) e della campagna Stop Biocidio di Lazio e Abruzzo.

In queste ore è scatta la mobilitazione affinché la norma contenuta all’Art.4 del Decreto sia cancellata. Purtroppo la maggioranza in Parlamento pare sorda agli questi appelli lanciati dai cittadini e dai Comuni che da anni si battono contro gli inquinatori, spesso lasciati soli proprio dallo Stato. Si preferisce tutelare gli interessi di grandi aziende che in questi ultimi anni sono spesso salite, è proprio il caso di dirlo, sul banco degli imputati per gravissimi fatti di contaminazione di acqua e suolo.

In Italia lo Stato ha perimetrato 57 Siti di Interesse Nazionale per le Bonifiche, scesi a 39 con una operazione di riclassificazione artificiosa realizzata con un tratto di penna dal Ministro Clini all’inizio del 2013 senza che le bonifiche, per stessa ammissione del Ministero, fossero realizzate e senza che nessuno a livello ministeriale tra alti funzionari e amministratori nazionali pagasse per tale insuccesso. Taranto, Priolo, Marghera, Terra dei Fuochi, Bussi, Brindisi, Gela, Sulcis, Mantova, Brescia sono solo alcune di queste aree, abitate da milioni di persone, in cui l’Istituto Superiore di Sanità ha accertato, con lo studio “Sentieri”, un aumento esponenziale di malattie mortali stimando migliaia di morti in eccesso.

Con queste premesse ci si aspetterebbe un rilancio delle bonifiche a favore dei cittadini, per recuperare lo “spread ambientale” che ci separa da paesi come la Germania che da anni perseguono la riqualificazione ambientale con il consenso e la partecipazione della popolazione dando nuova vita ai territori destinandoli a parchi, ecomusei, luoghi per attività sportive ecc..

Il Governo Letta, Il Ministro Orlando e la maggioranza hanno invece immaginato di poter “reindustrializzare” questi siti puntando al coinvolgimento degli inquinatori, che potranno ricevere fondi pubblici per qualsiasi tipo d’iniziativa produttiva, anche inceneritori, nuove raffinerie ecc.L’accordo di programma potrà essere formato con soggetti già condannati o sotto processo per reati gravissimi, che riceveranno il sostegno dello Stato.

Ieri la Camera ha riconosciuto la fondatezza dell’allarme lanciato dai comitati approvando l’emendamento Realacci che rischia però di essere solo la foglia di fico per un provvedimento che resta del tutto inaccettabile. A riguardo emblematica è la posizione espressa dalla Rete Comuni Sin, che raccoglie comuni inseriti tra i Siti di Interesse Nazionale per le bonifiche, per cui l’art.4 è da cancellare tout court. Tale posizione è supportata anche da una valutazione che fa ritenere il provvedimento del tutto inadeguato e controproducente perchè inserito nell’ennesimo decreto “omnibus” e non all’interno di una stategia complessiva che miri a rendere realmente più efficace la normativa in materia.

Nello specifico, il denaro pubblico erogato nell’ambito dell’accordo di programma potrà essere assegnato agli inquinatori “solo” per i nuovi investimenti produttivi e non per la parte della bonifica, messa in sicurezza e risarcimento. In realtà si sono accorti che il provvedimento era contrario ai principi del nostro ordinamento e di quello comunitario che prevedono da decenni per l’autore del danno alla collettività il ripristino ambientale e il risarcimento del danno. E’ stata introdotta, quindi, questa precisazione che all’atto pratico sarà di difficilissima applicazione vista la complessità degli interventi, dei calcoli connessi all’attuazione degli accordi di programma e, soprattutto, delle verifiche che dovrebbero essere messe in campo che già oggi latitano da parte del Ministero dell’Ambiente. In ogni caso sarà uno schiaffo per cittadini onesti e popolo inquinato e un guadagno per gli inquinatori. Si vedranno finanziare a fondo perduto o, se va male, con il “solo” credito d’imposta impianti produttivi di ogni genere che avranno anche il riconoscimento di opere di pubblica utilità!  Chi ha la fedina sporca o un curriculum da inquinatore saprà scommettere su interventi sostenibili?

Il tocco finale è nel comma 6 in cui si prevede addirittura un vero e proprio condono tombale, co-finanziato dagli italiani, per gli inquinatori poiché l’attuazione dell’accordo di programma “esclude per tali soggetti ogni altro obbligo di bonifica e riparazione ambientale e fa venir meno l’onere reale per tutti i fatti antecedenti all’accordo medesimo.” Tutto ciò senza considerare che spessissimo (basti pensare ai casi della diffusione della contaminazione del PCB a Brescia o della diossina a Bussi) la gravità reale dell’inquinamento e il vero importo dei danni si scoprono ad anni di distanza.

Nel Decreto è clamorosa la mancanza di norme per assicurare la partecipazione dei cittadini e la trasparenza dei procedimenti nella formulazione degli accordi di programma. Non hanno neanche previsto la Valutazione Ambientale Strategica che è obbligatoria per piani e programmi. Sarà forse la “sindrome di Dracula”, si ha paura della luce? Bisogna utilizzare miliardi di euro di fondi pubblici europei al riparo dagli occhi di quei cittadini che, nonostante il fumo sprigionato dagli impianti inquinanti…, da anni hanno saputo denunciare reati e innescare inchieste (l’ultima ieri a Bussi, coinvolta la multinazionale Solvay)?

Comitati, cittadini e amministratori ritengono che i fondi pubblici debbano essere impiegati in maniera trasparente per progetti sostenibili realizzati da soggetti che abbiano credibilità e che abbassino la pressione antropica sui siti di bonifica già martoriati, sull’esempio dei paesi più civili, attraverso un Piano Nazionale per le Bonifiche condiviso con comunità, associazioni e movimenti. Gli inquinatori devono solo pagare fino in fondo per i disastri che hanno danneggiato l’economia di un intero paese e città meravigliose come Mantova, Taranto etc..

Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

Stop Biocidio Lazio/Abruzzo

Rete Comuni SIN – Siti Interesse Nazionale per le Bonifiche

Coordinamento Nazionale Siti Contaminati

Associazione A Sud

ISDE Lazio